Il Silenzio della Sinistra e l’Irresponsabilità di Prodi
Il comportamento di #RomanoProdi durante l’intervista con #LaviniaOrefici ha suscitato non solo sconcerto, ma anche gravi preoccupazioni. Non tanto per l’episodio in sé, quanto per il silenzio complice della sinistra, che ha scelto di non prendere una posizione chiara di fronte a un fatto evidente. Ancor più grave è stato il tentativo di Prodi di distorcere la realtà per giustificare la sua condotta, arrivando addirittura a falsificare i fatti. La #sinistra, che si professa difensore di valori come inclusività e trasparenza, ha mostrato una sorprendente assenza in questa vicenda. Se un esponente del #centrodestra avesse adottato lo stesso comportamento, la condanna sarebbe stata immediata e totale. Invece, per alcuni, le giustificazioni sono arrivate in anticipo, come se certi comportamenti fossero tollerabili a prescindere dalle loro gravi implicazioni. La nostra disapprovazione non riguarda solo l’irresponsabilità di Prodi, ma anche la sua volontà di mentire e manipolare la verità per giustificare ciò che è ingiustificabile. Come #LiberaldemocraticiItaliani, riteniamo che la politica debba essere fondata su principi di integrità e trasparenza. La credibilità di una classe dirigente si costruisce attraverso il riconoscimento degli errori e scuse sincere, non con silenzi compiacenti e menzogne. La politica italiana ha bisogno di una leadership onesta, trasparente e responsabile, capace di affrontare la realtà senza falsità e senza paura di mettersi in discussione. Chiediamo alla sinistra di riconoscere i propri errori e di chiedere scusa. Il silenzio su questa vicenda mina la credibilità dell’intero sistema politico italiano, che ha urgente bisogno di una classe dirigente capace di rispondere alle sfide con serietà, responsabilità e senza temere di affrontare la verità.
26 marzo 2025 – Ciro Giovanni Palmieri – Presidente nazionale dei Liberaldemocratici Italiani
#ReArm Europe: l’Italia dispersa
L’Europarlamento ha approvato il piano “ReArm Europe” proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. La votazione ha visto 419 voti favorevoli, 204 contrari e 46 astenuti, con una forte divisione tra i deputati italiani. L’esito del voto ha anche evidenziato l’indecisione italiana in Europa, con il centrodestra spaccato: Fratelli d’Italia e Forza Italia favorevoli, mentre la Lega ha votato contro. L’opposizione si è frammentata tra favorevoli, contrari e astenuti. Il M5S ha confermato la sua posizione neo-pacifista, i Verdi italiani hanno votato contro, mentre il Pd ha firmato il suo capolavoro di incoerenza. Un partito che, secondo i #LiberaldemocraticiItaliani, appare ormai come un vascello alla deriva, incapace di orientarsi in un mare di divisioni interne. La frattura all’interno del partito è esplosa in modo clamoroso durante il voto: dieci deputati favorevoli e undici si sono astenuti, come se l’astensione fosse una forma di diplomazia raffinata, anziché il segno di una grave debolezza politica. #EllySchlein, incapace di fornire una direzione chiara, ha ribadito la sua contrarietà al piano, proponendo una vaga “difesa comune europea”, senza offrire né concretezza né visione, come ormai accade frequentemente sotto la sua leadership. Le tensioni all’interno del partito hanno raggiunto livelli da soap opera, con voci di un possibile congresso straordinario che dovrebbe tentare di “riordinare” le fila. Nel frattempo, la leadership di #Schlein è ormai sotto assedio, incapace di reggere il peso delle critiche interne, aggravate da una gestione disastrosa del voto e dall’assenza di un serio dibattito pre-voto. In questo scenario di caos e indecisione, i #LiberaldemocraticiItaliani ritengono che un partito che si perde nelle lotte interne per la leadership, piuttosto che concentrarsi sui problemi concreti e urgenti del Paese, sia destinato a rimanere intrappolato nelle proprie divisioni, senza riuscire a dare risposte adeguate. Un simile partito non solo fallisce nel rispondere alle necessità dei cittadini, ma rischia anche di perdere il proprio ruolo nella politica nazionale ed europea. I#LiberaldemocraticiItaliani credono che, per questi motivi, la rappresentanza dell’Italia in Europa abbia evidenziato un approccio disorganizzato e privo di incisività, minando non solo la nostra credibilità, ma anche la nostra capacità di influenzare gli equilibri comunitari. Questo disallineamento tra dichiarazioni formali e azioni concrete ha compromesso l’autorità del nostro Paese. 13 marzo 2025 – Il Presidente nazionale – #CiroGiovanniPalmieri –
Ennesima commedia ben orchestrata dall’opportunista #GiuseppeConte
Protesta contro il Rearm EU da parte dell’ex premier Giuseppe Conte al Parlamento europeo di Strasburgo. La delegazione dei 5Stelle ha esposto alcuni manifesti con le scritte: “Basta armi”, “No al riarmo”, “Più lavoro, meno armi” e uno striscione con la frase “Basta soldi per le armi”. Apprendiamo inoltre dalla stampa ciò che è stato dichiarato: “Con questa protesta vogliamo portare alle istituzioni europee la netta contrarietà dei cittadini al piano Rearm EU, che prevede uno stanziamento fino a 30 miliardi per l’industria bellica da parte dell’Italia. Un salasso che, con l’ok di Giorgia Meloni e di tutto il suo governo, porterà a ulteriori tagli alla sanità, all’istruzione, al welfare e agli investimenti per le imprese”. Per i #LiberaldemocraticiItaliani è necessario riflettere su tutto questo. Il vero paradosso risiede nella figura del “neo-attivista per la pace” Giuseppe Conte. In proposito, i #LiberaldemocraticiItaliani sottolineano che, durante il governo Conte, il bilancio per la difesa è stato incrementato di 4 miliardi di euro, passando da 20 a 24 miliardi. Inoltre, lo stesso governo ha istituito il primo fondo pluriennale per gli investimenti nel settore della difesa, con una previsione di 12,7 miliardi in quindici anni. Ancora più sorprendente è l’orientamento verso le spese militari: il cosiddetto “attivista per la pace” ha avallato il progetto Tempest, un’iniziativa con Regno Unito e Svezia per lo sviluppo di un caccia-bombardiere invisibile, con un investimento iniziale di 6 miliardi di euro. Nell’ottobre 2019, ha autorizzato l’acquisto di due sottomarini U212 NSF per 1 miliardo e 350 milioni di euro, e nel novembre dello stesso anno ha dato il via all’acquisto di 27 F-35, per un valore di 14 miliardi di euro. Nel 2020, inoltre, ha disposto l’acquisto di 800 missili Spike e 126 lanciatori controcarro per un totale di 105 milioni di euro. Giuseppe Conte è un simbolo di un tipo di politica che noi, Liberaldemocratici Italiani, rifiutiamo: quella fatta di cinismo, incoerenza e una totale mancanza di principi. 11 marzo 2025 – Il Presidente nazionale – #CiroGiovanniPalmieri
#Referendum, #Cgil e #PD
Il referendum sui cinque quesiti approvati dalla Corte Costituzionale, che si terrà tra il 15 aprile e il 15 giugno, riguarda principalmente la legislazione sul lavoro, con un obiettivo chiaro: l’abolizione del Jobs Act. Questo provvedimento, introdotto nel 2015 dal governo #Renzi, ha segnato un radicale smantellamento delle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori, eliminando l’articolo 18 e trasformando il reintegro automatico in caso di licenziamento illegittimo in un semplice indennizzo economico. Nonostante le catastrofiche previsioni di un’impennata dei licenziamenti, l’occupazione è aumentata e le assunzioni a tempo indeterminato sono divenute prevalenti. La Cgil, sostenitrice di un ritorno alle leggi più rigide del 1970, ha promosso il referendum per abrogare questa riforma. Qui entra in scena il PD: un partito che solo dieci anni fa aveva difeso con entusiasmo il Jobs Act, e che oggi si allinea senza alcuna remora alla posizione della Cgil, rinnegando apertamente le politiche passate. Questo clamoroso cambio di rotta ha suscitato polemiche, soprattutto considerando che molti dei leader odierni del PD erano in prima linea nelle politiche del 2015. La svolta è stata ratificata all’unanimità dalla Direzione del partito, dando il via a discussioni sull’ambigua evoluzione del rapporto tra il PD e la Cgil. Oggi è il sindacato a dettare la linea politica, mentre un tempo era il PD a guidare. Il PD, ormai prigioniero delle sue contraddizioni, ha perso la capacità di difendere le proprie scelte e non ha nemmeno la dignità di farlo. Per i Liberaldemocratici Italiani, questo dimostra quanto la politica italiana sia ormai succube degli interessi corporativi, lontana da una visione liberale e riformista. Il PD non ha più nulla da offrire agli italiani che cercano una politica coraggiosa e proiettata al futuro, diventando un partito senza direzione, pronto a piegarsi alla Cgil per mantenere il potere.
07 marzo 2025 – Il Presidente nazionale – #CiroGiovanniPalmieri
#LiberaldemocraticiItaliani
Apprendiamo dalla stampa che Andrea #Marcucci, ex deputato del Partito Democratico e presidente dei Libdem, ha recentemente annunciato la nascita di un nuovo partito liberaldemocratico. Questo nuovo soggetto politico si propone come alternativa al bipolarismo italiano, che rappresenta un’illusione per pochi liberali e, se presentato come soluzione, una vera e propria farsa. Esprimendo forti critiche alla classe politica attuale e proponendo un’opposizione priva di pregiudizi ideologici, annuncia: “Parleremo con tutti” e si prepara per le elezioni del 2027. Tuttavia, desideriamo ricordare che i Liberaldemocratici Italiani sono presenti sulla scena politica del nostro Paese formalmente e giuridicamente dal 10 febbraio 2007. Siamo un partito di area moderata che si riconosce nei principi delle tradizioni democratiche, liberali, laiche e riformiste europee. La nostra azione politica si ispira ai valori universali di libertà, giustizia e solidarietà, sempre a difesa del primato della persona in ogni sua espressione, per lo sviluppo di una moderna economia di mercato e per una corretta applicazione del principio di sussidiarietà. Il bipolarismo in Italia non è stato né ideato né realizzato da noi. Di conseguenza, rispetto all’attuale contesto politico ed elettorale, ci collochiamo nell’ampia area moderata del centrodestra. Probabilmente, proprio per questa ragione, non è mai stato possibile instaurare un dialogo con noi.
Roma, 06 marzo 2025 – Il Presidente nazionale Ciro Giovanni Palmieri –
#ReArmEurope
I Liberaldemocratici Italiani si dichiarano contrari alla proposta di “ReArmEurope” avanzata da Ursula von der Leyen, che rischia di trasformare l’Europa in un alleato passivo degli interessi neoconservatori e statunitensi. La presidente della Commissione Europea, con il suo allarmismo infondato sulla sicurezza dell’Europa, non solo ignora le possibili vie di distensione tra Russia e Ucraina, ma rischia anche di spingere l’Unione Europea verso un nuovo ciclo di spese militari irrazionali. La sua proposta, che prevede un aumento del riarmo attraverso l’indebitamento, mette a repentaglio la stabilità economica e democratica dell’Europa, senza consultare veramente i cittadini europei su questioni così cruciali. Questo approccio ideologico e miope, privo di una visione strategica a lungo termine, appare come una soluzione che favorisce più il conflitto che la pace. I Liberaldemocratici Italiani ritengono necessario orientarsi verso soluzioni pacifiche e politiche economiche responsabili, come quelle che potrebbero emergere da un accordo tra Trump e Zelensky.
06 marzo 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Ucraina
I Liberaldemocratici Italiani esprimono profonda preoccupazione per la direzione presa dalla guerra in Ucraina, denunciando le responsabilità dell’Occidente e dell’Unione Europea, che hanno, di fatto, contribuito a rafforzare la posizione di Putin. Per I Liberaldemocratici Italiani, l’Europa avrebbe dovuto svolgere un ruolo di mediazione, mirando a una soluzione di compromesso tra Ucraina e Russia, simile a quella proposta dal gruppo di Minsk, che avrebbe dovuto garantire una maggiore autonomia al Donbass pur mantenendo la sovranità ucraina. Forse, sarebbe stato l’unico modo realistico per evitare che Putin uscisse vincitore dal conflitto, ma ormai sembra che la possibilità di una pace autentica sia ridotta al minimo. I Liberaldemocratici Italiani sono convinti che l’Italia, con il suo ruolo di mediatore, possa contribuire a ridurre la retorica bellicosa e favorire la ricerca di soluzioni pacifiche attraverso il dialogo e diventare un faro di speranza nel processo di pace. Roma, 04 marzo 2025
Il “Clean Industrial Deal”: una riforma senza cambiamento reale
I Liberaldemocratici Italiani esprimono forte preoccupazione e dissenso nei confronti dell’annuncio dell’aggiornamento del Green Deal europeo, ora ribattezzato “Clean Industrial Deal”. Nonostante le promesse di semplificazione e maggiore supporto all’industria, il piano della Commissione Europea continua a mantenere gli stessi principi, obiettivi e, soprattutto, gli stessi vincoli che rischiano di compromettere ulteriormente la competitività dell’Europa.
Il tentativo di “alleggerire” le normative, purtroppo, non rappresenta una vera e propria inversione di rotta. Le misure promesse non fanno altro che mascherare un cambio di linguaggio senza incidere sui contenuti. Le scelte strategiche restano immutate: il divieto di auto diesel e benzina dal 2035, l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050, e una serie di normative fiscali punitive nei confronti di chi produce o importa CO2 sono obiettivi troppo ambiziosi, che rischiano di schiacciare ulteriormente le piccole e medie imprese italiane già gravate da un sistema fiscale tra i più complessi e onerosi d’Europa.
Non basta ridurre la burocrazia di qualche punto percentuale o promuovere l’opzione “Buy European” per risolvere i problemi strutturali che affliggono l’industria europea. L’Unione Europea non può continuare a rincorrere la retorica verde senza fornire risorse adeguate e investimenti tangibili per il futuro industriale del nostro continente. La cifra proposta di 100 miliardi di euro è palesemente insufficiente rispetto alle reali necessità di rinnovamento e sostenibilità.
In un periodo storico dove la competitività globale è più che mai sfidante, l’Europa rischia di perdere il passo rispetto a Stati Uniti e Cina, incapace di coniugare veramente sostenibilità e sviluppo industriale. La nostra posizione rimane chiara: la transizione ecologica non può essere un ostacolo al progresso economico e all’innovazione. È necessaria una visione equilibrata, che comprenda investimenti, tecnologie avanzate e politiche industriali che siano in grado di stimolare la crescita e non di affossarla.
In sintesi, questo “Clean Industrial Deal” è una riforma che non porta con sé il cambiamento di cui l’Europa ha bisogno. È una nuova etichetta per lo stesso contenuto, un tentativo di rendere più palatabili scelte politiche che rischiano di essere dannose per l’economia, l’industria e le persone. Continueremo a monitorare l’evoluzione di questo piano, ma chiediamo con forza che l’Europa faccia davvero il passo decisivo verso una transizione ecologica che sia sostenibile per tutti, senza compromettere la nostra economia e il nostro futuro.
Roma, 27 febbraio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
I Liberaldemocratici Italiani condividono pienamente la riflessione di #ClaudiaDiaconale, espressa sull’Opinione di ieri, secondo cui la politica italiana sta perdendo di vista le vere priorità. Mentre l’Italia e l’Europa affrontano sfide cruciali, il Parlamento si concentra eccessivamente su questioni marginali, come le mozioni di sfiducia, senza affrontare i problemi globali e interni urgenti. La frustrazione espressa da molti, tra cui Tommaso Foti e Luca Ciriani, è più che giustificata: siamo di fronte a un dibattito sterile, privo di una visione per il futuro. È tempo di superare le divisioni ideologiche e lavorare su soluzioni concrete e pragmatiche per affrontare le sfide di oggi.
27 febbraio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Sentenza #Delmastro
I Liberaldemocratici Italiani, così come per altri, considerano la condanna di Andrea Delmastro Delle Vedove a otto mesi di carcere, nonostante la richiesta di assoluzione da parte della pubblica accusa, un’anomalia giuridica preoccupante. È infatti singolare che l’accusa, che inizialmente aveva chiesto l’archiviazione e successivamente l’assoluzione, si trovi in contrasto con la decisione finale del giudice. Sebbene le sentenze non si commentino, la contraddizione tra la richiesta dell’accusa e la condanna finale merita una riflessione. Per i Liberaldemocratici Italiani, questa sentenza parla da sé.
Roma, 21 febbraio 2025
Il vertice di #Parigi
Per i #LiberalDemocraticiItaliani, il vertice di Parigi è stato un fallimento totale. Il fatto che solo sette Stati su ventisette siano stati coinvolti testimonia l’assenza di una vera Europa unita. Le divergenze sulla questione ucraina e la proposta di un debito comune per il riarmo sono state accantonate senza alcuna discussione significativa. Il segnale inviato ai mercati è negativo: l’Unione Europea, priva di una capacità concreta d’azione, ha perso credibilità. L’Europa si è confermata un’istituzione mancante di reale impatto, assente nei momenti decisivi. Roma, 19 febbraio 2025
La Lega e la ‘rottamazione’ fiscale: un’altra illusione che nasconde le mancate promesse
A nome dei #LiberaldemocraticiItaliani, esprimiamo forte critica nei confronti della Lega, che continua a promuovere la “rottamazione” fiscale come sua nuova bandiera politica. Un’iniziativa che, purtroppo, distoglie l’attenzione dalle vere priorità e dalle promesse rimaste in sospeso. La Lega, infatti, non è mai riuscita a mantenere uno degli impegni più rilevanti per il Paese: l’abolizione della legge Fornero, che ha avuto gravi ripercussioni su milioni di italiani e che avrebbe dovuto essere una priorità. Invece di concentrarsi su misure che rischiano di gravare ulteriormente sulle finanze pubbliche, continua a offrire soluzioni che appaiono più come promesse elettorali che come azioni concrete per il bene del Paese. Per i Liberaldemocratici Italiani la rottamazione fiscale, pur se potenzialmente utile per chi desidera regolarizzarsi, sembra essere solo una manovra per ottenere facili consensi, mentre le vere sfide – quelle strutturali e urgenti – rimangono inevase. La Lega dimostra ancora una volta di essere più interessata a soluzioni mediatiche che a risolvere i problemi concreti degli italiani.
13 febbraio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Immigrati: la proposta della Schlein
I #LiberaldemocraticiItaliani esprimono una netta preoccupazione riguardo alle scelte politiche di #EllySchlein, segretaria del Partito Democratico, in materia di immigrazione e cittadinanza, e ritengono che queste posizioni possano segnare la fine di un progetto politico che dovrebbe, invece, rappresentare un’alternativa concreta e inclusiva per il Paese. Per i Liberaldemocratici Italiani, la proposta di semplificare le leggi sulla cittadinanza e di facilitare il processo di acquisizione della cittadinanza italiana, anche tramite un referendum, sembra più una risposta alle pressioni ideologiche di una #sinistra che ha perso il contatto con le preoccupazioni reali della maggioranza degli italiani. Quella di Schlein è una visione che risulta pericolosamente lontana dalla realtà, non considerando l’impatto che una politica sull’immigrazione troppo permissiva potrebbe avere sul tessuto sociale, culturale ed economico del nostro Paese. I Liberaldemocratici Italiani ritengono che semplificare le leggi sulla cittadinanza senza un’adeguata riflessione sull’equilibrio tra accoglienza e sostenibilità rischi di minare l’unità sociale e culturale dell’Italia, già messa a dura prova da molteplici sfide. La cittadinanza non può essere concessa a cuor leggero, senza tener conto delle aspettative e delle preoccupazioni di chi vive in Italia da generazioni, contribuendo alla sua crescita e al suo benessere. Invece di focalizzarsi su soluzioni concrete per migliorare la vita di tutti, la sinistra appare impegnata in una continua ricerca di politiche identitarie e, con il suo approccio ideologico, perde di vista le priorità urgenti, come la gestione dei servizi pubblici, la sicurezza e la sostenibilità delle politiche sociali.
11 febbraio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
#LiberaldemocraticiItaliani
Nota informativa
Dopo il successo della campagna adesioni 2024, i Liberaldemocratici Italiani aprono ufficialmente la stagione delle assemblee territoriali per il rinnovo degli organi. Si tratta di un passo decisivo per il futuro del nostro Partito, che ha scelto di imprimere una spinta straordinaria alla sua agenda politica, consapevole che il coinvolgimento attivo dei cittadini e l’espansione della nostra base partecipativa sono elementi fondamentali per radicare profondamente la nostra presenza sul territorio.
Siamo fermamente convinti che il ruolo fondamentale dei Liberaldemocratici Italiani nelle dinamiche sociali e politiche del nostro Paese sarà confermato, non solo dai numeri in continua crescita, ma soprattutto dalla straordinaria vitalità che anima il nostro Partito, dove iscritti e dirigenti, con passione, determinazione e orgoglio, sono protagonisti del rinnovamento e della rinascita del Partito.
06 febbraio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Appello dei #LiberaldemocraticiItaliani
I Liberaldemocratici Italiani denunciano il crescente conflitto tra la magistratura e il governo #Meloni, in particolare con una parte della magistratura, che si oppone fermamente alle riforme proposte, accusando il governo di minacciare l’indipendenza della giustizia. Questo gruppo, oltre a coinvolgersi in battaglie politiche, ha trasformato il conflitto in una pubblica disputa, alimentando divisioni interne. I Liberaldemocratici Italiani chiedono l’intervento del #PresidentedellaRepubblica per fermare questa escalation e garantire che la giustizia resti imparziale, lontana da influenze politiche. È giunto il momento di mettere fine a questa lunga e interminabile vicenda. Gli italiani sono esausti e hanno altre priorità su cui concentrarsi. Roma, 05 febbraio 2025
L’inchiesta di Salerno
L’inchiesta della DDA di Salerno, che ha portato alla luce un vasto giro di truffe legate all’immigrazione, con oltre 2.000 richieste false di permessi di soggiorno, è stata accolta positivamente dai Liberaldemocratici Italiani. Il partito sottolinea come questo sistema abbia rappresentato e continui a rappresentare un terreno fertile per lo sfruttamento da parte di criminali. La vicenda, che coinvolge numerosi indagati, ha generato un forte scossone politico. I Liberaldemocratici Italiani osservano con attenzione che i cosiddetti buonisti, uno dopo l’altro, sono stati smascherati dalla realtà dei fatti. Il partito ribadisce con fermezza l’urgenza di un cambiamento ancora più deciso nella politica migratoria, auspicando che le autorità proseguano con determinazione nell’indagine, facendo piena luce sulle irregolarità del sistema migratorio e difendendo i principi di legalità. Roma, 04 febbraio 2025
L’urlatore circense
Il miracolato di San Giovanni Rotondo Giuseppe Conte, ormai ridotto a urlatore circense, si esibisce nell’ennesima sceneggiata, insultando #GiorgiaMeloni con il solito repertorio di accuse grottesche e teatrini da politicante fallito. Definirla “cartomante” e “bugiarda seriale” non è altro che il goffo tentativo di un leader in declino di ritagliarsi un po’ di attenzione, dopo aver condotto il Paese nel caos con i suoi governi inconcludenti. Privo di argomenti seri, #Conte si rifugia nella demagogia spicciola, parlando di complotti e distrazioni, quando il suo unico contributo alla politica italiana è stato un mix di incompetenza, populismo e gestione fallimentare. Per i #LiberaldemocraticiItaliani, Conte piuttosto che insultare, farebbe meglio a spiegare perché gli italiani ancora pagano il prezzo della sua disastrosa amministrazione. Roma, 30 gennaio 2025
L’oracolo maligno
Anche Saviano dice la sua sul caso Almasri, e ovviamente non perde l’occasione per dispensare la sua solita lezione di moralità, stavolta accusando #Meloni di essere in combutta con i cartelli criminali libici. Del resto, senza la sua dose quotidiana di indignazione, che farebbe tutto il giorno? Saviano, un personaggio costruito a tavolino e gonfiato dal sistema editoriale, continua imperterrito nel suo ruolo di vittimista professionale, convinto che ogni sua provocazione sia un atto di eroismo intellettuale. Dopo una carriera fatta di plagi, esagerazioni e uscite ridicole, oggi lo ritroviamo a lanciare accuse deliranti contro il governo, senza uno straccio di prova, solo per attirare l’attenzione e guadagnarsi un altro giro di processi mediatici. Il suo bersaglio fisso è Giorgia Meloni, che attacca con insinuazioni assurde, arrivando a suggerire che sia sotto ricatto della mafia libica. Un’affermazione infondata e irresponsabile, che dimostra non solo malafede, ma anche una totale mancanza di lucidità politica. Saviano si muove con la spocchia di chi si crede intoccabile, mentre il suo stile oratorio da televendita e il suo ego smisurato lo rendono sempre più insopportabile. Ogni volta che viene smentito o sbugiardato, si rifugia nell’atteggiamento. dell’intellettuale perseguitato, incapace di accettare che la sua credibilità si sia ormai sgretolata. Ora, il suo tentativo di nobilitare un’iniziativa basata su vaghe rassegne stampa e suggestioni giornalistiche è solo l’ennesima dimostrazione del livello di superficialità e malizia con cui agisce. Per i #LiberaldemocraticiItaliani, la democrazia non è in pericolo per colpa di un governo, ma per la degenerazione di un certo giornalismo-spettacolo che trasforma menzogne e farneticazioni in verità mediatiche. Roma, 30 gennaio 2025
I Liberaldemocratici Italiani condannano l’incessante ondata di insulti nei confronti di Giorgia Meloni. Dopo l’iscrizione del premier nel registro degli indagati, tanto a sinistra quanto tra i Cinque Stelle, si assiste a una corsa a chi lancia le accuse più gravi contro il presidente del Consiglio.
30 gennaio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
La storia si ripete.
L’indagine che coinvolge il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e altri membri del Governo non è un caso isolato, ma si inserisce in una lunga storia di interferenze giudiziarie nella politica. Come già accaduto in passato, una parte della magistratura sembra agire non per garantire il rispetto della legge, ma per condizionare l’azione dell’esecutivo e influenzare l’opinione pubblica. Questo fenomeno mina la democrazia e riduce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. L’indipendenza della magistratura è un principio sacro, ma non può trasformarsi in un potere autonomo e politicizzato, capace di dettare l’agenda politica del Paese. Troppo spesso le tempistiche delle inchieste, le fughe di notizie e le accuse sembrano avere finalità più mediatiche che giuridiche. La separazione dei poteri, pilastro di uno Stato di diritto, rischia di essere compromessa se la magistratura diventa un attore politico anziché un garante della legalità. I Liberaldemocratici italiani chiedono con forza un avanti tutta sulla riforma della giustizia subito. È ora di voltare pagina, prima che la sfiducia nelle istituzioni diventi irreversibile. Roma, 29 gennaio 2025
A V V I S O
Il Comitato dei Garanti è convocato per mercoledì 5 febbraio 2025 alle ore 17:00, presso la sede legale dei Liberaldemocratici Italiani. Durante l’incontro si discuteranno e delibereranno tutti i temi di competenza e previsti dall’atto costitutivo, dallo Statuto e dal Regolamento per l’anno 2025.
28 gennaio 2025 . Il Legale rappresentante – Ciro Giovanni Palmieri
l’ex Masaniello
Luigi Di Maio, ex leader del Movimento 5 Stelle (precedentemente noto come il “Masaniello di Pomigliano D’Arco”), è stato riconfermato nel ruolo di rappresentante speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico fino a febbraio 2027, con il tacito assenso del Governo Meloni.
La decisione di rinnovo non è stata ostacolata nemmeno dalle polemiche relative all’indennità percepita da Di Maio, pari a circa 13.000 euro lordi mensili – una cifra che ha fatto storcere il naso al tanto discusso Reddito di Cittadinanza – né dalle critiche sull’opportunità della sua nomina.
Di Maio ha rappresentato fin dall’inizio una contraddizione all’interno del movimento anti-sistema da cui proviene. Nonostante la mancata rielezione, è stato nominato nel 2023 e ora confermato per altri due anni. Questo rinnovo rafforza l’immagine di Di Maio come figura politica capace di adattarsi e sopravvivere ai mutamenti del panorama politico.
I Liberaldemocratici Italiani esprimo disappunto per la mancanza di opposizione da parte del Governo Meloni alla sua riconferma, pur riconoscendo che tale scelta rispecchia una strategia pragmatica: mantenere in un ruolo europeo una figura ormai sgradita al Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, evitando così possibili tensioni interne.
17 gennaio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Separazione delle carriere: una riforma storica finalmente avviata
I Liberaldemocratici Italiani accolgono con soddisfazione l’approvazione, in prima lettura alla Camera, della riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere nella magistratura. Questo principio, che abbiamo sempre sostenuto come garanzia di indipendenza e di equità del sistema giudiziario, rappresenta un traguardo storico per il nostro Paese.
L’approvazione della riforma, ottenuta con una maggioranza costituzionale, è un passo fondamentale verso una giustizia più moderna, trasparente e rispettosa del principio di separazione dei poteri. Questo progresso è il risultato di un lungo lavoro di confronto e di mediazione, che conferma l’importanza di un approccio inclusivo e responsabile nel trattare temi di tale rilevanza.
Ora chiediamo che il Senato proceda con rapidità per completare questa fase cruciale e avviare il percorso finale, che prevede la partecipazione attiva e democratica dei cittadini attraverso il referendum. Riteniamo che il coinvolgimento del popolo italiano sia essenziale per confermare il consenso su una riforma così importante per il futuro della giustizia nel nostro Paese.
Ribadiamo il nostro impegno per una riforma che da troppo tempo attendeva di essere tradotta in realtà. La separazione delle carriere è un pilastro del rinnovamento liberaldemocratico che vogliamo realizzare, un obiettivo che segna una svolta nella costruzione di uno Stato di diritto più forte e più giusto. 17 gennaio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Nuovi scontri con la polizia
I Liberaldemocratici italiani, denunciamo con fermezza il clima di violenza e intolleranza che avvelena il Paese, alimentato da gruppi estremisti che cercano di destabilizzare la società e delegittimare le istituzioni. La strumentalizzazione della tragica morte di Ramy Elgaml per scatenare proteste violente e attacchi alle forze dell’ordine è inaccettabile.
Chiediamo al Governo di adottare misure ferme per proteggere chi difende la sicurezza di tutti, rafforzando le leggi e sostenendo le forze dell’ordine contro attacchi e intimidazioni. È il momento di mettere fine all’ambiguità e all’ipocrisia di chi tollera queste derive sovversive: lo Stato deve agire con determinazione per garantire legalità e ordine democratico.
15 gennaio 2025 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Elezione dei giudici della Corte Costituzionale
Oggi il Parlamento si riunisce in seduta comune per l’elezione dei quattro nuovi giudici della Corte Costituzionale, un passaggio cruciale per il nostro ordinamento democratico. Accogliamo con favore l’impegno del Governo e delle opposizioni nel cercare un accordo bipartisan che garantisca una soluzione condivisa, scongiurando il rischio di ulteriori impasse. Auspichiamo che si raggiunga una fumata bianca in grado di superare lo stallo, ricostituire il plenum della Consulta e consentire alla Corte di proseguire il proprio lavoro con pienezza di funzioni, in particolare in vista delle imminenti decisioni sui referendum sull’Autonomia. Lavorare insieme per il bene comune è un segnale importante per il Paese, un esempio di responsabilità e dialogo che speriamo possa essere confermato. Siamo fiduciosi che si giungerà oggi a una soluzione equilibrata e rappresentativa, in grado di rispecchiare i valori di competenza, pluralismo e inclusione che devono guidare ogni scelta istituzionale. Roma, 14 gennaio 2025.
Ripensare il sistema pensionistico: superare la legge Fornero per un futuro più giusto
Il sistema previdenziale italiano necessita di una svolta che metta al centro i cittadini e i loro diritti, anziché essere imprigionato in rigide logiche contabili. L’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2027 rappresenta un passo indietro, che penalizza in modo sproporzionato chi è prossimo alla pensione, aggiungendo incertezza e disillusione sul proprio futuro. La legge Fornero ha imposto sacrifici insostenibili, senza risolvere le vere fragilità del sistema previdenziale: una struttura inadeguata, incapace di promuovere la solidarietà tra generazioni e di garantire la sicurezza economica di chi ha lavorato una vita intera. I Liberaldemocratici Italiani si oppongono a qualsiasi proposta che carichi ulteriormente sulle spalle dei cittadini anziani il peso di scelte politiche miopi, lasciandoli esclusi dal mercato del lavoro e privi di una pensione adeguata. È tempo di cambiare rotta. L’Italia ha bisogno di un sistema pensionistico giusto, stabile e incentrato sul benessere delle persone. Non si può continuare a tradire le aspettative dei cittadini modificando retroattivamente le regole soprattutto per chi è prossimo al ritiro. Questo mina la fiducia nel futuro e colpisce il senso stesso di giustizia. Le pensioni non sono privilegi, ma il legittimo riconoscimento di anni di lavoro, impegno e sacrificio. Costruire un sistema trasparente e solidale è un dovere morale e politico, per garantire un’Italia più giusta e libera, dove i diritti dei cittadini siano tutelati e il futuro non sia fonte di ansia ma di speranza. Roma, 13 gennaio 2025. Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Terzo Mandato: Un Tema di Competenze e Libertà Politica
I Liberaldemocratici Italiani prendono atto della decisione del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la norma della Regione Campania che introduceva la possibilità di un terzo mandato per i governatori regionali.
Pur riconoscendo la necessità di rispettare il quadro costituzionale e le competenze dello Stato, ribadiamo la nostra posizione contraria a limitazioni rigide, come il tetto massimo dei mandati, l’imposizione di quote rosa o l’assenza della possibilità di esprimere preferenze. Tali vincoli rischiano di comprimere la volontà popolare e l’autonomia decisionale delle comunità locali.
Il Premier Giorgia Meloni, richiamandosi all’articolo 122 della Costituzione, ha evidenziato che la regolamentazione dei mandati regionali è materia di competenza statale e ha sottolineato l’intenzione di uniformare le norme a livello nazionale. Tuttavia, l’imposizione di vincoli predefiniti, per quanto giustificata da ragioni di coerenza istituzionale, dovrebbe sempre essere bilanciata dal rispetto per le scelte elettorali dei cittadini e dal principio democratico della rappresentanza.
Crediamo fermamente che la pluralità delle opzioni politiche, l’autodeterminazione delle regioni e l’eliminazione di qualsiasi rigidità imposta dall’alto siano valori fondamentali per un sistema liberaldemocratico maturo. Qualsiasi riforma in questo ambito dovrebbe essere frutto di un confronto aperto e condiviso, volto a garantire regole equilibrate e realmente rispettose della volontà popolare, senza ricorrere a misure che limitino la libertà di scelta e la competizione politica.
Roma, 10 gennaio 2025.
Caso #Todde.
La trasmissione, da parte della Presidenza del Consiglio regionale della Sardegna, degli atti relativi all’ordinanza del Collegio regionale di garanzia elettorale rappresenta un passaggio cruciale nella vicenda che coinvolge la Presidente della Regione, Alessandra Todde. Le gravi irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali, segnalate dalla Corte d’Appello di Cagliari, non possono essere minimizzate né lasciate senza un rigoroso approfondimento. È intollerabile che coloro che hanno fatto della legalità e della trasparenza un vessillo politico si trovino ora al centro di una questione che mette in discussione il rispetto delle regole democratiche. Questa vicenda evidenzia una preoccupante discrepanza tra le dichiarazioni di principio e i comportamenti concreti, alimentando la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Riteniamo altresì grave che si stia tentando di salvaguardare posizioni di potere a discapito della credibilità delle istituzioni stesse. La politica non può permettersi doppie morali o compromessi che danneggiano l’interesse collettivo. I #LiberaldemocraticiItaliani richiedono che si proceda con la massima chiarezza e celerità, nell’interesse della Sardegna e della sua comunità. La democrazia vive di regole condivise, e chiunque ricopra ruoli istituzionali deve esserne il primo garante, senza eccezioni. Roma, 07 gennaio 2025.
Manovra: La maggioranza trova l’intesa.
I #LiberaldemocraticiItaliani accolgono con sobria soddisfazione alcune delle modifiche apportate alla Manovra, pur mantenendo riserve su scelte strategiche di lungo periodo. Apprezzano l’apertura verso interventi mirati al sostegno di famiglie, imprese e sanità, ma sottolineano la necessità di un approccio più strutturale e meno frammentario. La riduzione della tassazione sugli straordinari per il personale sanitario e il bonus agli specializzandi sono passi positivi, ma insufficienti a risolvere le criticità di un settore in sofferenza. Analogamente, le misure per le imprese che investono e creano occupazione vanno nella giusta direzione, ma rischiano di essere inefficaci senza un piano di crescita più ambizioso. Sul fronte fiscale, il rinvio della revisione dell’Irpef e l’assenza di un accordo stabile su questioni come il concordato preventivo mostrano una mancanza di visione comune all’interno della maggioranza. Inoltre, la cancellazione delle multe per chi non ha rispettato gli obblighi vaccinali solleva dubbi sul rispetto delle regole condivise in una democrazia liberale. I #LiberaldemocraticiItaliani invitano il governo a concentrarsi su riforme coraggiose che mettano al centro equità, sviluppo sostenibile e innovazione, evitando provvedimenti che sembrano rispondere più a logiche di consenso immediato che a reali bisogni del Paese. Roma, 10 dicembre 2024
Siria
I #LiberaldemocraticiItaliani ribadiscono la loro ferma condanna verso l’estremismo islamico e ogni forma di terrorismo, rifiutando qualsiasi tentativo di legittimare gruppi ribelli in #Siria che agiscono con metodi violenti e lontani dai principi democratici e liberali. Non possiamo accettare che, per convenienze geopolitiche, si presenti come “giusta” una lotta che sfrutta l’islamismo radicale, una forza che ha causato tragedie e dolore anche sul suolo europeo. Denunciano l’ambiguità delle democrazie europee, che, incapaci di distinguere il bene dal male, appiattiscono ogni dibattito in schemi ideologici interni, tra destra e sinistra, ricchi e poveri. Questa confusione mina i valori fondamentali che dovrebbero guidare le decisioni politiche. I #LiberaldemocraticiItaliani difendono con forza i principi di libertà e democrazia, rifiutando ogni compromesso con il fanatismo e l’opportunismo geopolitico. Roma, 10 dicembre 2024
Il “De profundis” del M5S
Nino Virardi, membro del Comitato dei Garanti dei Liberaldemocratici Italiani, ha espresso una forte critica nei confronti del Movimento 5 Stelle (M5S), definendolo simbolo del declino politico in Italia. Secondo #Virardi, il M5S ha contribuito alla frammentazione e confusione della politica nazionale, con Beppe Grillo e Giuseppe Conte come rappresentanti di un progetto che ha generato disorientamento. Ha sottolineato come la leadership di Grillo, caratterizzata da un approccio populista, e la gestione di Conte, priva di una visione stabile e coerente, abbiano ridotto il dibattito politico a slogan superficiali, invece di proporre soluzioni concrete e ragionate. Virardi ha enfatizzato la necessità di un ritorno a una politica basata su competenza, serietà e una visione strategica a lungo termine, opponendosi fermamente al populismo e alle soluzioni semplicistiche. Ha concluso esortando tutte le forze politiche a riflettere su un cambiamento radicale, in grado di restituire alla politica il suo ruolo di motore di crescita e sviluppo, lontano dalle dinamiche populiste e dalle contraddizioni che esse comportano. Roma, 04 dicembre 2024
Leader improvvisati
Alessandra Porciani, della Direzione nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, sottolinea come leader improvvisati e strategie sensazionalistiche abbiano preso il posto di una vera sostanza politica. In questo contesto, la figura di Giuseppe Conte emerge come simbolo di tale crisi: un leader capace di adattarsi alle richieste di un populismo sempre più vuoto e inefficace, ma privo di una visione stabile e coerente. Per la #Porciani, #Conte rappresenta il trionfo dell’opportunismo politico, e il declino del Movimento 5 Stelle deve essere visto come una lezione per l’intero sistema politico italiano, affinché si eviti che progetti populisti e leader impreparati continuino a compromettere il futuro del Paese. Roma, 04 dicembre 2024
Il M5S simbolo del declino politico italiano
#CarlaCeretelli, vicepresidente dei #Liberaldemocraticiitaliani, critica duramente la situazione del Movimento 5 Stelle, definendolo un esempio evidente del degrado politico nel Paese. “Mai nella storia repubblicana si era assistito a un tale svuotamento di sostanza politica, con figure come Beppe Grillo, un comico prestato alla politica, e Giuseppe Conte, un opportunista senza visione guidato da ambizione personale più che da ideali.” Secondo Ceretelli, il #M5S incarna il fallimento di un progetto populista mal concepito, capace di destabilizzare il sistema senza proporre una valida alternativa. “Conte rappresenta il volto più opportunista della politica italiana, capace di adattarsi senza mai radicarsi in valori autentici. Questa deriva populista ha alimentato divisioni e confusione, privando il Paese di risposte serie e credibili.” Per i Liberaldemocratici Italiani, il declino del M5S è un segnale chiaro della necessità di tornare a una politica basata su competenza, serietà e visione concreta per il futuro dell’Italia. Roma, 04 dicembre 2024
L’ISTAT e Landini
Ciro Giovanni Palmieri, Presidente nazionale dei Liberaldemocratici Italiani, dichiara che i dati diffusi dall’ISTAT rappresentano una chiara smentita alla retorica del leader della #CGIL, #Landini. #Palmieri sottolinea che i numeri sul mercato del lavoro — come il record nel tasso di occupazione, il calo storico della disoccupazione giovanile al 17,7% e il generale miglioramento dell’occupazione con un incremento di contratti stabili — contraddicono le affermazioni allarmistiche del sindacalista, il quale continua a evocare una “rivolta sociale” senza basi concrete. #Palmieri invita a guardare alla realtà con obiettività, evidenziando che l’Italia, pur con sfide ancora aperte, sta registrando progressi che non possono essere ignorati. A suo avviso, è necessario spostare l’attenzione dalle polemiche sterili verso soluzioni mirate per le criticità, come la crisi della manifattura, che richiedono politiche europee più efficaci e meno ideologiche, soprattutto nel settore dell’ automotive. Conclude affermando che continuare a diffondere una narrazione apocalittica serve solo a strumentalizzare il dibattito pubblico e danneggiare il Paese. Roma, 04 dicembre 2024
Schlein e Landini
Ciro Giovanni Palmieri, Presidente nazionale dei #Liberaldemocratici Italiani, critica il centrosinistra per la sua incapacità di essere un’opposizione credibile e costruttiva. Accusa la segretaria del #PD, #Schlein, di condurre una politica superficiale e divisiva, e #Landini di trasformare la #CGIL in un partito ombra, tradendo la sua missione sindacale e minando la credibilità dell’opposizione. #Palmieri condanna inoltre l’uso di accuse strumentali e retoriche polarizzanti, come definire il governo “fascista”, e invita a porre fine a queste derive che danneggiano la qualità del confronto politico. Il Paese, afferma, ha bisogno di un’opposizione seria, pragmatica e rispettosa. È tempo di smetterla con slogan vuoti e provocazioni: gli italiani meritano di meglio. Roma, 03 dicembre 2024
La strategia sindacale di #Landini
Il mese di dicembre, con i suoi quindici giorni lavorativi e una lunga serie di festività imminenti, si trasforma quest’anno in un calendario di scioperi praticamente quotidiani, culminando in un ennesimo sciopero generale proclamato da Landini per il 13 dicembre. Una decisione che, agli occhi dei #LiberaldemocraticiItaliani, appare non solo eccessiva ma anche strategicamente miope. La scelta di replicare uno sciopero generale a distanza di due settimane dal precedente, nonostante le critiche provenienti anche da settori della sinistra, solleva interrogativi fondamentali sull’efficacia e sulla coerenza della linea sindacale. Il primo sciopero, già giudicato inefficace per l’assenza di un reale impatto sulle politiche governative, è stato accompagnato da toni incendiari che hanno ignorato le tensioni sociali scatenate in piazza. Riproporre lo stesso schema rischia di alienare ulteriormente il consenso e di indebolire la legittimità del sindacato come interlocutore credibile. Il paradosso più evidente è che il governo sta implementando misure in linea con alcune storiche richieste del sindacato: il taglio del cuneo fiscale fino al 7% per i redditi più bassi e la stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali. Protestare contro interventi che vanno incontro ai lavoratori appare non solo controproducente ma del tutto scollegato dalla realtà delle riforme in corso. Invece di intraprendere una strada di conflitto esasperato e potenzialmente sterile, i #Liberaldemocratici invitano la #Cgil e il suo segretario a riscoprire il valore del dialogo costruttivo, puntando su un confronto pragmatico e non su una retorica incendiaria che rischia di isolare il sindacato dai lavoratori che afferma di rappresentare. 02 dicembre 2024
L’Italia si afferma in Europa
29 novembre 2024 – Il Presidente nazionale dei #LiberaldemocraticiItaliani, Ciro Giovanni Palmieri, segue con attenzione il recente successo della Commissione Europea, che ha visto l’approvazione da parte dell’Europarlamento per l’insediamento del nuovo esecutivo europeo, con particolare riferimento alla nomina di Raffaele Fitto come vicepresidente esecutivo per le Riforme e la Coesione. “Il successo di Giorgia #Meloni e Raffaele #Fitto rappresenta una significativa affermazione della politica italiana in Europa. Nonostante le aspettative iniziali di marginalizzazione, la loro abilità nel navigare tra le complesse dinamiche politiche europee ha consentito all’Italia di occupare una posizione di rilievo nei nuovi equilibri comunitari”, ha dichiarato #Palmieri. “Questa vicenda evidenzia la capacità della politica italiana di farsi valere senza compromessi, pur mantenendo il rispetto per i principi democratici e il pluralismo delle opinioni. È un esempio concreto di come l’Italia possa svolgere un ruolo fondamentale nella definizione delle politiche europee”, ha aggiunto il Presidente dei Liberaldemocratici Italiani. I Liberaldemocratici italiani, nel sottolineare l’importanza strategica della posizione dell’Italia in Europa, evidenziano la necessità di un impegno costante per preservare e promuovere i principi e i valori che fondano la nostra democrazia. I Liberaldemocratici italiani continueranno a impegnarsi con determinazione nel perseguire la piena affermazione di una cultura dello Stato e delle Istituzioni coerente con le idealità della migliore tradizione liberale italiana ed europea, ha concluso Palmieri.
Le continue schermaglie interne alla maggioranza.
Il governo italiano si è diviso sulla proposta di taglio del canone Rai, con #ForzaItalia che ha votato contro, unendosi all’opposizione. L’emendamento è stato bocciato con 12 voti contrari e 10 favorevoli. La premier #Meloni ha minimizzato l’incidente, definendolo un dibattito superficiale. Il vicepremier #Tajani ha sottolineato che il taglio non avrebbe ridotto la pressione fiscale, mentre Salvini ha ribadito l’impegno della Lega per abbassare le tasse su altri fronti. Il ministro della Giustizia, #Nordio, ha confermato l’intenzione di separare le carriere dei magistrati, con l’obiettivo di presentare il disegno di legge costituzionale il 29 novembre. A #Salvini, diciamo di smetterla con le questioni inutili, come la riduzione del canone Rai, e di concentrarsi su obiettivi concreti, come l’abolizione della legge Fornero. Da anni infatti, promette di eliminare l’infame legge Fornero, ma nella realtà, si sta andando verso la sua attuazione completa. A Nordio, chiediamo di smettere di allungare il discorso. E’ ora di agire con decisione e rapidità. Non c’è più tempo da perdere.
28 novembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Liberaldemocratici Italiani – Coordinamento Regionale Calabria
I LIBERALDEMOCRATICI ITALIANI ADERISCONO AL COMITATO “NO RISERVA NATURALE A CASTROVILLARI”
I Liberaldemocratici Italiani, aderiscono con convinzione al Comitato per il “NO RISERVA NATURALE A CASTROVILLARI”, schierandosi al fianco dei tanti cittadini di Castrovillari che si battono per difendere la libertà del territorio cittadino da pesi e vincoli che l’istituzione di un’area protetta imporrebbe, in particolare nell’area nord della città. Secondo molti esperti, la proposta di legge regionale per l’istituzione della Riserva Naturale non solo è infondata sotto il profilo scientifico, ma si pone anche in contrasto con la normativa nazionale. La Legge Quadro in materia di aree protette (L. 394/1991) stabilisce infatti che, per istituire una riserva naturale, sia necessario che sul territorio esistano aree vulnerabili che necessitano di specifiche azioni di tutela. Nel caso di Castrovillari, però, non vi è alcuna evidenza scientifica che giustifichi l’esigenza di proteggere specie di flora o fauna a rischio nelle terre “parasteppiche” indicate nella proposta di legge. Al contrario, l’area nord di Castrovillari rappresenta un punto strategico per lo sviluppo economico e sociale dell’intera area del Pollino. Vincolare quest’area con una Riserva Naturale, che imporrebbe pesanti limitazioni su tutte le attività economiche, sarebbe una decisione miope e dannosa, che soffocherebbe qualsiasi possibilità di progresso, bloccando lo sviluppo urbano e limitando le opportunità di crescita per la città. Per questi motivi, i Liberaldemocratici Italiani si schierano fermamente con il Comitato per il “NO RISERVA NATURALE A CASTROVILLARI”, unendosi alla voce di tanti cittadini che già hanno aderito alla causa. Siamo convinti che il futuro di Castrovillari debba essere costruito con il contributo attivo della comunità e non attraverso imposizioni che limitano la libertà di crescita e sviluppo. Infine, lanciamo un appello a tutte le forze politiche presenti nel Consiglio Regionale affinché ascoltino le ragioni del territorio e le istanze del Comitato del No. Solo attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza nei processi decisionali, infatti, è possibile garantire una partecipazione politica e amministrativa democratica che rispetti davvero i bisogni e le aspirazioni della comunità.
28 novembre 2024
Liberaldemocratici Italiani – Coordinamento Regionale Calabria
Un Si per la Città unica.
I Liberaldemocratici Italiani sostengono con convinzione la proposta di fusione dei Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, che il prossimo 1° dicembre 2024 sarà sottoposta a referendum. Questo progetto rappresenta un’opportunità storica per tutti i cittadini del territorio, per costruire una realtà amministrativa più forte, coesa e capace di rispondere alle sfide del futuro. La fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero in una città unica non è solo una questione amministrativa, ma una vera e propria visione di crescita e sviluppo. In poche parole, la creazione di una città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero permetterebbe di centralizzare e ottimizzare i servizi, migliorando così l’efficienza e la qualità della vita. L’unificazione semplificherebbe la gestione integrata di trasporti, rifiuti, sanità e sicurezza, favorendo un coordinamento più efficace. Dal punto di vista economico, una città unica rafforzerebbe la posizione del territorio, attirando investimenti, stimolando lo sviluppo di nuove imprese e creando maggiori opportunità di lavoro. Inoltre, la valorizzazione del patrimonio culturale e turistico diventerebbe più strategica, trasformando il territorio in un polo di attrazione. Un’unica realtà favorirebbe una maggiore partecipazione civica e renderebbe le decisioni politiche più vicine ai cittadini, facilitando la realizzazione di progetti comuni che beneficerebbero l’intera area. Per queste e molte altre ragioni, la proposta di fusione rappresenta un’opportunità imperdibile per rinnovare il territorio e costruire un futuro migliore per le generazioni a venire. Votare Sì il 1° dicembre 2024 non significa soltanto approvare una riorganizzazione amministrativa, ma impegnarsi attivamente per il progresso e il benessere delle comunità. Ai cittadini di Cosenza, Rende e Castrolibero rivolgiamo un appello: non perdete questa opportunità di crescita. Il nostro futuro dipende da noi e, unendo le forze, potremo affrontare con successo le sfide di un mondo sempre più globalizzato, dove le sinergie e la cooperazione tra i territori sono fondamentali per il progresso. Votate Sì il 1° dicembre 2024, per costruire insieme una città unica, più forte, più equa e più prospera.
Rende (CS), 26 novembre 2024

Desertificazione industriale
Le dichiarazioni del presidente di #Confindustria #Orsini, al Trilateral Business Forum di Parigi in merito alla necessità di evitare la “desertificazione” dell’industria europea per decarbonizzare sono un messaggio che risuona fortemente con i valori e le proposte dei #Liberaldemocraticiitaliani. In un contesto globale in cui il cambiamento climatico è una sfida urgente, la sostenibilità ambientale deve essere perseguita con pragmatismo, senza compromettere la competitività e la resilienza del nostro tessuto industriale. Confindustria ha sottolineato un punto fondamentale: l’industria europea è già all’avanguardia nella sostenibilità, con standard ambientali che non solo rispettano le normative, ma spesso le anticipano. In questo scenario, la sfida non è quella di dismettere l’industria per raggiungere gli obiettivi climatici, ma di puntare su un equilibrio virtuoso che permetta alle aziende di evolversi senza sacrificare la loro competitività. Questo è un principio che i Liberaldemocratici Italiani condividono con forza: la transizione ecologica non deve essere vissuta come una minaccia per il nostro sistema produttivo, ma come un’opportunità per innalzare ulteriormente la qualità e l’innovazione delle nostre industrie. In particolare, l’appello alla neutralità tecnologica è centrale. Il futuro della sostenibilità deve passare attraverso il rafforzamento della ricerca e dell’innovazione, non attraverso normative che impongano soluzioni predefinite. La tecnologia non deve essere vincolata a scelte politiche ideologiche, ma deve poter evolversi liberamente, permettendo a ogni settore, dall’automotive all’energia, di adottare le soluzioni più efficaci in base alle proprie specificità e alle proprie capacità. Come Liberaldemocratici Italiani, siamo convinti che il futuro dell’Europa passi dalla capacità di combinare crescita economica, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, in un percorso di transizione che non lasci indietro nessuno. Le parole del presidente #Orsini sono un richiamo urgente a non sprecare questa occasione. È necessario un impegno collettivo e concreto per costruire un futuro prospero e sostenibile, che preservi l’eccellenza delle nostre imprese e crei nuovi posti di lavoro, nel rispetto degli equilibri climatici globali. Il nostro supporto va quindi a chi, come Confindustria, sta facendo sentire la propria voce in difesa di un’industria italiana e UE forte, capace di affrontare la sfida del cambiamento climatico senza soccombere. Insieme, con un approccio razionale e aperto, possiamo raggiungere un futuro dove sostenibilità e prosperità vanno di pari passo.
22 novembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Conte e il M5S
Anche se non appartiene alla tradizione dei liberaldemocratici italiani entrare nelle dinamiche interne di altri partiti, non possiamo fare a meno di esprimere una valutazione su quanto sta accadendo nel Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte, ormai ridotto a un leader in fuga da se stesso, lancia minacce di dimissioni dopo il disastroso flop alle regionali, un chiaro segno della sua totale inadeguatezza politica. Dopo essere stato “miracolato” dalla sua ascesa improvvisa, ora mostra la pochezza di un politico incapace di raccogliere consensi, con il M5S che continua a sprofondare nei numeri sotto le aspettative. La sua minaccia di fare un passo indietro non è altro che un disperato tentativo di salvarsi da una sconfitta annunciata, piuttosto che una reale volontà di leadership. Le elezioni in Emilia Romagna e Umbria hanno solo confermato ciò che ormai è evidente: Conte è un leader senza visione, privo di soluzioni concrete, che si rifugia nelle minacce invece di affrontare le sfide. E ora, alla vigilia di un’assemblea che potrebbe segnare il suo definitivo tramonto, è pronto a sfidare Grillo, ma la sua leadership è ormai ridotta a una farsa. Roma, 20 novembre 2024
Elezioni regionali 2024
Il centrosinistra conferma la vittoria in Emilia-Romagna e conquista l’Umbria, in un contesto segnato da un notevole calo dell’affluenza in entrambe le regioni. Nonostante la partecipazione ridotta, il risultato ha ricordato a tutti che le urne servono a legittimare il governo. Un passo importante verso l’idea che la democrazia non appartenga solo a favore di una parte. Roma, 19 novembre 2024
Le Amministrative in Emilia Romagna e Umbria: un Appello alla Partecipazione Attiva
Le prossime elezioni amministrative in Emilia Romagna e Umbria rappresentano un momento cruciale non solo per il futuro delle due regioni, ma anche per la democrazia del nostro Paese. I Liberaldemocratici Italiani lanciano un appello forte e chiaro a tutti i cittadini: esercitate il vostro diritto e dovere civico. Non c’è spazio per l’indifferenza. L’affluenza alle urne è uno degli indicatori più significativi della salute della nostra democrazia, e ogni voto conta. Non possiamo permettere che l’incognita di una bassa affluenza comprometta il giudizio popolare, né che, a posteriori, si dica che l’esito delle elezioni non rappresenta la volontà della maggioranza per la mancanza di partecipazione. Per i Liberaldemocratici Italiani, infatti, il verdetto dei cittadini sarà indiscutibile. Ogni cittadino ha la possibilità di influire sul proprio futuro e su quello della propria comunità, ed è fondamentale che questa opportunità venga colta appieno. Non permettiamo che un basso afflusso di votanti possa condizionare qualsiasi risultato elettorale. Solo con una partecipazione attiva, consapevole e numerosa si garantirà che le elezioni riflettano realmente la volontà del popolo. Roma, 15 novembre 2024
La mancata elezione di Raffaele Fitto a vicepresidente della Commissione Europea
Il PD, opponendosi all’elezione di Raffaele Fitto come vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, di non avere a cuore le sorti dell’Italia. Con il suo atteggiamento irresponsabile, manda in fumo il prezioso lavoro diplomatico svolto in questi mesi per permettere all’Italia di svolgere finalmente un ruolo da protagonista sullo scacchiere europeo. Ancora una volta, la sinistra sembra più preoccupata degli interessi di partito che del bene degli italiani, preferendo bloccare ogni possibilità di avanzamento per il nostro Paese pur di perseguire una battaglia politica interna. Per i Liberaldemocratici Italiani, si tratta di una scelta miope e dannosa, che non può che essere respinta con forza da chi ha davvero a cuore il futuro dell’Italia e la sua influenza in Europa. 14 novembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Manovra 2025: L’Assalto alla Diligenza
Con oltre 4.500 emendamenti presentati alla Commissione Bilancio della Camera, la Manovra 2025 si configura come un vero e proprio assalto alla diligenza, un’immagine che rimanda agli scontri politici della Prima Repubblica. La Legge di Bilancio, infatti, è diventata terreno di battaglia per una miriade di proposte, dalle modifiche alla web tax, al blocco dell’aumento della tassazione sulle criptovalute, passando per la nuova rottamazione dei debiti e l’incremento delle risorse per la sanità. Il quadro che emerge dal dibattito è quello di una politica frammentata e a tratti incontrollabile, con la maggioranza e le opposizioni che si scambiano colpi e contrattazioni su temi sensibili e divisivi. Da un lato, il governo tenta di disegnare un piano per il rilancio economico e sociale, dall’altro si assiste a un vero e proprio gioco di potere, in cui ogni partito cerca di inserire nel testo di legge misure a favore dei propri elettori, ma con pochi segni di coesione strategica. Al Senato, lo scontro si concentra sul decreto legge Fisco, dove si discutono temi come il canone Rai e lo scudo penale, che hanno suscitato aspre polemiche, soprattutto per l’impatto che potrebbero avere sul consenso popolare. Le modifiche proposte si intrecciano con i grandi temi fiscali e sociali, ma la mole di emendamenti rischia di far perdere di vista la necessità di una visione di lungo termine per la stabilità economica del Paese. In questo scenario, la Manovra 2025 sembra più un terreno di negoziazione politica che una riforma strutturale in grado di rispondere alle reali esigenze del Paese. Se da un lato l’intenzione di modificare il sistema fiscale e rilanciare la sanità è positiva, dall’altro l’eccessiva frammentazione delle proposte rischia di rendere difficile l’approvazione di una legge che, al di là degli emendamenti, possa realmente portare a cambiamenti significativi per l’Italia. Il rischio è che, come accaduto in passato, si finisca per accontentare tutti senza riuscire a dare concretezza a una strategia di crescita e sviluppo.
Roma, 13 novembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
La “Rivolta Sociale” di Landini: Un Grido Fuori Dal Tempo
La “rivolta sociale” invocata da Maurizio Landini, leader della CGIL, appare sempre più come un grido vuoto, privo di sostanza e fuori dal tempo. E’ intrappolato in una retorica stanca e inconcludente, incapace di rispondere alle sfide moderne. Un personaggio anacronistico, che vive ancora nel passato dei grandi scioperi e delle lotte sindacali degli anni ’70, senza rendersi conto che il panorama sociale e politico è cambiato. La sua incapacità di evolversi con i tempi lo rende un personaggio monotono, che non riesce più a parlare ai suoi stessi interlocutori, figuriamoci a una nuova generazione che non ha più fiducia in promesse vuote. In definitiva, la “rivolta sociale” di Landini è una parodia del cambiamento. Un richiamo che, purtroppo, rimane fuori dalla realtà, senza la forza e la visione necessarie per affrontare le vere sfide di oggi. Roma, 12 novembre 2024
Bilancio dei primi due anni del Governo #Meloni.
Per NOI, a due anni dall’insediamento, il bilancio complessivo mostra sia progressi che aree di miglioramento. Sul fronte internazionale e europeo, sono stati raggiunti risultati positivi. Sono state inoltre implementate importanti misure a sostegno dell’economia e dei settori più vulnerabili, con un impatto positivo su molte famiglie e imprese. Tuttavia, permangono criticità rilevanti. Alcune riforme attese da tempo sono state avviate ma procedono lentamente, in particolare nel settore istituzionale e fiscale. Inoltre, persistono preoccupazioni sulla sicurezza, sulla coesione sociale, sulla sanità e sulla qualità dei servizi pubblici in generale. Per i Liberaldemocratici Italiani, è fondamentale accelerare il processo di modernizzazione del Paese. Una riforma della burocrazia, mirata a ridurre gli ostacoli agli investimenti, e una riforma della giustizia, più efficiente, sarebbero interventi prioritari. È inoltre necessario un coraggioso taglio agli sprechi nella spesa pubblica, che ammontano a oltre il 10% del totale, e una riorganizzazione dei poteri dello Stato. E’ cruciale che l’esecutivo rimanga attento e reattivo alle esigenze degli italiani per consolidare il lavoro già svolto e deve continuare a lavorare per affrontare queste sfide.
22 ottobre 2024
Legge di Bilancio 2025.
Una valutazione completa della Legge di Bilancio richiederebbe un’analisi dettagliata di ogni singola misura, ma possiamo certamente fornire una panoramica generale basata sulle informazioni attualmente disponibili. Le misure introdotte dalla legge rappresentano certamente un passo avanti per il sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e per una maggiore equità del sistema fiscale italiano. Il taglio strutturale del cuneo fiscale. Trasformare questa misura in una componente strutturale del sistema fiscale è una decisione saggia. Ciò significa che i benefici per i lavoratori dipendenti, soprattutto quelli con redditi più bassi, non saranno più legati a singole manovre finanziarie, ma diventeranno un elemento stabile del sistema. Questa stabilità è fondamentale per favorire i consumi, gli investimenti e, in ultima analisi, la crescita economica. Irpef a tre aliquot. L’introduzione di tre aliquote Irpef semplifica indubbiamente il sistema fiscale. I redditi medio-bassi beneficiano di una riduzione del carico fiscale, mentre si mantiene un sistema progressivo che chiede un maggiore contributo a chi ha redditi più elevati. Questa riforma è in linea con il principio di capacità contributiva e va nella direzione di una maggiore obiettività sociale. Presumibilmente rappresentano una risposta concreta alle esigenze dei lavoratori dipendenti e un passo avanti verso un sistema fiscale più equo. Per i Liberaldemocratici Italiani è auspicabile che vengano consolidate e ulteriormente sviluppate in futuro. La conferma e il potenziamento del sostegno alle famiglie con l’introduzione di mille euro per i nuovi nati con ISEE sotto i 40.000 euro è una misura senz’altro positiva. Tuttavia, questa misura, pur essendo importante, dovrebbe essere inserita in un contesto più ampio di politiche a sostegno della famiglia, come ad esempio l’ampliamento dei servizi per l’infanzia e la conciliazione vita-lavoro. Gli incentivi come la Nuova Sabatini e i contratti di sviluppo, pur rappresentando strumenti importanti per sostenere gli investimenti delle imprese, non sempre riescono a colmare le esigenze reali del tessuto produttivo. I liberaldemocratici Italiani auspicano un approccio più diretto e incisivo, basato su significative detassazioni e una drastica riduzione della burocrazia. Queste misure, infatti, stimolerebbero in modo più efficace la competitività e l’innovazione, consentendo alle imprese di concentrare le proprie risorse sullo sviluppo del business piuttosto che sulla gestione di pratiche amministrative complesse. Riteniamo a conti fatti che la maxi deduzione rappresenta uno strumento valido per sostenere il mercato del lavoro e promuovere lo sviluppo economico del Paese. Infine, continuità e prevedibilità sul capitolo delle Pensioni, tutto resta pressoché invariato. Rimane quota 103, silenzio assenso e bonus Maroni. Per i Liberaldemocratici Italiani, la sostanziale immobilità del sistema pensionistico italiano rappresenta un segnale preoccupante per il futuro del Paese. La mancata riforma strutturale, nonostante le evidenti criticità, rischia di aggravare e di compromettere la sostenibilità del sistema nel lungo periodo. Per NOI, rimane aperto il superamento della inconfessabile Legge #Fornero. E’ necessario un intervento deciso e coraggioso. E’ urgente avviare un ampio dibattito nazionale sul futuro delle pensioni, coinvolgendo tutti gli attori sociali, per definire un nuovo modello previdenziale con la distinzione netta tra previdenza e assistenza.
16 ottobre 2025
La proposta di manovra del Governo
Sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi 15 ottobre 2024, insieme al Documento di bilancio per l’Unione europea, ci sarà anche la Legge di Bilancio vera e propria e il decreto fiscale collegato. Pare che la manovra dovrebbe contenere la conferma del taglio del cuneo fiscale e dell’accorpamento delle aliquote Irpef al pacchetto natalità, alla spending review nei ministeri ma anche un contributo da parte delle banche, manovra che dovrebbe pesare complessivamente 25 miliardi circa dei quali 9 in deficit. Fondi freschi dovrebbero arrivare da un contributo di solidarietà da parte degli istituti bancari, dalle imprese energetiche e/o dalle assicurazioni. Verosimilmente si vuole garantire per un altro anno il bonus ristrutturazioni al 50%, risorse per il rinnovo dei contratti pubblici per il 2025-27, nulla per le pensioni. Per i Liberaldemocratici italiani la probabile proposta di manovra, pur affrontando alcune tematiche cruciali, lascia ancora molti interrogativi aperti. In particolare, la destinazione di risorse aggiuntive alla sanità risulta insufficiente rispetto alle reali esigenze del sistema. Si parla inoltre di coinvolgere i comuni nella revisione della spesa, una misura che certamente rischia di gravare ulteriormente sulle già limitate risorse degli Enti locali, compromettendo la capacità di garantire servizi essenziali ai cittadini. Sarebbe opportuno affiancare a queste misure un adeguato sostegno finanziario, al fine di evitare tagli indiscriminati ai servizi di prossimità. È necessario un piano a lungo termine che preveda un incremento costante delle risorse, accompagnato da una riorganizzazione dei servizi e da una maggiore efficienza della spesa. Vedremo!
Missione internazionale UNIFIL
I Liberaldemocratici Italiani, nel condividere la risposta del ministro #Crosetto a Israele, dopo gli attacchi israeliani alle basi italiane delle Missione Unifil in Libano, “L’Italia non prende ordini da nessuno e pretendo da Israele il rispetto dovuto ad una nazione amica impegnata in una missione di pace”, sostengono che le missioni militari all’estero sono un tema complesso e delicato, che tocca molteplici aspetti, da quelli geopolitici a quelli etici, passando per quelli economici e sociali. A proposito della missione in questione, i Liberaldemocratici Italiani, specificano che il Libano è stato teatro di diverse missioni italiane nel corso degli anni, ognuna con obiettivi e contesti diversi. La missione MIBIL e la Missione UNIFIL. La MIBIL è una missione bilaterale volta a rafforzare le capacità delle Forze di Sicurezza Libanesi. L’obiettivo è quello di contribuire alla stabilizzazione del paese attraverso lo sviluppo delle capacità istituzionali delle FSL e la loro capacità di operare in modo autonomo e professionale. In particolare l’Italia fornisce addestramento alle FSL in diverse aree, tra cui il controllo delle frontiere, la gestione delle emergenze e le operazioni di peacekeeping. La missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) è una missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite istituita nel 1978. L’obiettivo principale è quello di confermare la cessazione delle ostilità tra Israele e le forze armate libanesi, assistere le forze armate libanesi nel ristabilire l’effettivo controllo del loro territorio nel sud del Libano e aiutare a creare le condizioni per una soluzione pacifica, duratura e globale della crisi in Medio Oriente. L’Italia è uno dei principali contributori alla missione UNIFIL, fornendo un contingente significativo di personale militare e mezzi. I compiti dei militari italiani includono il pattugliamento della Blue Line (la linea di demarcazione tra Israele e Libano), l’assistenza alla popolazione civile e la cooperazione con le forze armate libanesi. Ad ogni buon conto, a distanza di settant’anni, le missioni hanno contribuito a mantenere una limitata stabilità nel sud del Libano negli ultimi decenni ma, ad oggi la situazione rimane funesta. Pertanto, la presenza militare italiana in Libano, così come in altre parti del mondo, solleva interrogativi importanti, anche sul ruolo dell’Italia nella comunità internazionale e sulla sua capacità di influenzare gli eventi globali. Per i Liberaldemocratici Italiani è opportuno ripensare alle missioni militari internazionali che sono processi complessi, delicati e richiedono un approccio multidisciplinare, multidimensionali e una costante rivalutazione alla luce dei cambiamenti del contesto internazionale. È doveroso un dibattito aperto e costruttivo tra esperti, politici e cittadini per definire una nuova strategia che sia efficace, sostenibile e legittima. 11 ottobre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Corte Costituzionale: ottava fumata nera sull’elezione del giudice mancante
L’elezione di un giudice costituzionale è un momento cruciale per un sistema democratico, e in Italia lo è ancor di più in questo particolare periodo storico. La posta in gioco è alta e coinvolge questioni fondamentali che vanno ben oltre la semplice nomina di un nuovo membro della Corte Costituzionale. Le tematiche come l’autonomia e della legge sulla cittadinanza sono solo due esempi di come le decisioni della Corte Costituzionale possano avere un impatto profondo sulla vita dei cittadini e sull’assetto istituzionale del Paese. La Corte Costituzionale ha il compito inoltre di verificare la costituzionalità delle leggi e si pronuncia su una vasta gamma di questioni, come i diritti fondamentali, i rapporti tra poteri dello Stato e l’interpretazione della Costituzione. Per NOI il ritardo è voluto perché tra le forze politiche sembra serpeggiare l’idea di attendere la scadenza, a dicembre 2024, di altri tre giudici di nomina parlamentare, per procedere alla loro sostituzione in un’unica tornata. E’ evidente la volontà di seguire una logica “a pacchetto” e quindi la difficoltà delle forze politiche di trovare un accordo su un solo nome. Il rinvio dell’elezione, appare indicativo della volontà di adagiarsi su una logica spartitoria, che è quanto di più lontano dal senso profondo delle maggioranze volute dalla Costituzione, che imporrebbero, al contrario, scelte condivise con l’obiettivo di individuare personalità di grande prestigio e competenza da far sedere a Palazzo della Consulta. Per i Liberaldemocratici Italiani, l’elezione del giudice costituzionale è un evento che va ben oltre la sfera politica. È un momento in cui si decide il futuro del Paese e si definiscono i principi fondamentali su cui si basa la nostra democrazia. Per questo motivo, è fondamentale che la scelta dei nuovi giudici sia fatta con la massima attenzione e nel rispetto dei principi costituzionali.
Roma, 10 ottobre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
La legge di bilancio allo studio del Governo
Tra le tante intenzioni affiora la proposta governativa di rivedere con ragione, il sistema delle detrazioni fiscali, introducendo un tetto massimo parametrato al reddito e cancellando sconti minori. A nostro parere tutto equo, ma solleva numerosi interrogativi, anche se è comprensibile la necessità di contenere la spesa pubblica e di riequilibrare la pressione fiscale tra i diversi contribuenti. I liberaldemocratici Italiani, si domandano, quali saranno le effettive ricadute di queste misure sulle famiglie e sui cittadini? Ridurre le detrazioni potrebbe scoraggiare comportamenti virtuosi, di conseguenza, come si concilia questa scelta con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie? Le entrate aggiuntive stimate sono sufficienti a giustificare i possibili effetti collaterali di questo riordino? Infine, quali criteri saranno utilizzati per definire il tetto massimo e le detrazioni da cancellare? Sarà garantita una transizione graduale per evitare disagi ai contribuenti? Sarebbe auspicabile uno studio più ampio e approfondito per valutare attentamente gli impatti di questa misura e individuare soluzioni alternative che consentano di raggiungere gli obiettivi di bilancio senza penalizzare nessuno. Ad ogni buon conto, i Liberaldemocratici Italiani sono o contrari al solito “tassa e spendi”. Roma, 08 ottobre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
L’Istat – settembre 2024
L’aumento della fiducia sia tra imprese che consumatori a settembre 2024, reso noto dall’Istat, è un segnale decisamente positivo per l’economia italiana, tutte le variabili che compongono l’indice mostrano un andamento positivo ad eccezione delle attese sulla disoccupazione che sono in peggioramento. Questo trend indica una moderata e ritrovata fiducia nel futuro. E’ un buon punto di partenza, ma è necessario un impegno costante da parte di tutti gli attori economici e istituzionali per consolidare questi risultati e costruire un futuro più prospero per l’Italia. Per i Liberaldemocratici Italiani, la scelta delle politiche economiche più adatte per sostenere la crescita è un processo complesso che richiede una valutazione attenta dei diversi fattori in gioco. Non esiste una ricetta unica, ma una combinazione efficace di politiche fiscali, monetarie e strutturali può contribuire a creare un ambiente favorevole alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile. E’ importante consolidare questo trend e cogliere le opportunità per una crescita ancora più robusta. Per Noi è indispensabile, continuare a investire in infrastrutture, soprattutto nei trasporti e nelle reti digitali. Sostenere le PMI con misure mirate, come l’accesso al credito, la formazione e la digitalizzazione. Affrontare con credibilità e competenza il tema della disoccupazione. E’ basilare ridurre la burocrazia e rendere più efficienti i processi amministrativi per favorire gli investimenti e l’imprenditorialità.
Roma, 30 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Quale legge elettorale?
Per poter concretizzare la riforma sul Premierato, corre voce che si stia lavorando ad una nuova legge elettorale. In particolare, si lavora a un nuovo “porcellum”, un sistema proporzionale con listini bloccati ma senza preferenze. In realtà sono poche le informazioni, quanto basta per sondare il terreno prima di avviare ufficialmente il confronto. Per i Liberaldemocratici Italiani, l’accostamento al precedente sistema elettorale, noto per la sua opacità e per aver favorito la formazione di liste bloccate e personalismi politici, è calzante. Un sistema che allontana ulteriormente i cittadini dalla politica, alimentando sfiducia e disaffezione. E’ del tutto evidente che l’assenza di preferenze limita fortemente gli elettori di esprimere una scelta più diretta e consapevole, delegando di fatto alle segreterie di partito la composizione delle liste. Tutto questo, inevitabilmente porta a una rappresentanza politica meno aderente alle istanze del territorio e dei singoli cittadini. Pertanto, i Liberaldemocratici Italiani credono che l’avvio del dibattito su queste basi rende difficile immaginare un confronto costruttivo e aperto. Il tentativo di sondare il terreno in modo quasi clandestino suggerisce una volontà di imporre una soluzione piuttosto che di costruire un consenso ampio e condiviso. Non a caso la proposta di referendum per abolire il “rosatellum” che implica il ritorno delle preferenze viene oscurata dai media e dalle TV. Il Paese, necessità di un sistema più trasparente e partecipativo. Per i liberaldemocratici Italiani è fondamentale che una legge elettorale sia chiara, semplice e trasparente, garantendo ai cittadini la possibilità di comprendere le dinamiche del voto e di esercitare un controllo effettivo sulla rappresentanza politica. Un sistema proporzionale è una buona soluzione, ma deve essere accompagnato da meccanismi che favoriscano la partecipazione e la rappresentatività. Pertanto è importante aprire un dibattito ampio e pluralista, esplorando diverse opzioni e valutando i pro e i contro di ciascuna. È fondamentale coinvolgere le forze politiche, gli esperti e la società civile in un processo di co-progettazione che porti a una legge condivisa e sostenibile nel lungo periodo. In conclusione, la proposta di una nuova legge elettorale con le caratteristiche descritte solleva numerose perplessità e preoccupazioni. È auspicabile che il dibattito politico si concentri sulla ricerca di soluzioni che rafforzino la democrazia, aumentino la partecipazione dei cittadini e garantiscano una rappresentanza più equa e trasparente.
Roma, 26 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Assemblea Confindustria 2024.
Per i Liberaldemocratici Italiani, il presidente di #Confindustria ha tracciato un quadro realistico della situazione economica del Paese, sottolineando l’importanza di un approccio pragmatico e lungimirante. La proposta di unire le forze tra pubblico e privato per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale è particolarmente apprezzabile. Un intervento equilibrato e costruttivo, che delinea una roadmap chiara per rilanciare l’economia italiana. Un appello chiaro al #governo affinché adotti misure coraggiose per sostenere l’economia. La richiesta di un piano strutturale di bilancio ambizioso è un segnale importante per il futuro del Paese. Finalmente una voce chiara che chiede di snellire la burocrazia e dare più respiro alle imprese! Riteniamo che, le proposte di Confindustria vanno nella direzione giusta per rendere l’Italia più competitiva. Come quella di rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale, un passo fondamentale per aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori e rendere il nostro sistema produttivo più competitivo. Segnale positivo anche aver posto l’accento sull’importanza degli investimenti e sulle infrastrutture e soprattutto sulla necessità di frenare sul Green ideologico, colmo di troppi errori che hanno messo e mettono a rischio l’economia del Paese.
Roma, 19 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
I liberaldemocratici Italiani accolgono con piacere la nomina di #Fitto a Vicepresidente esecutivo della commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme. Formuliamo le nostre più vive congratulazioni per il compito importante, con l’auspicio condiviso da molti italiani, di vedere l’Italia riconquistare un ruolo di primo piano in Europa. Buon lavoro!
Roma, 17 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri –
Processo Open Arms
Premetto che non ho mai apprezzato #Salvini come politico. Non mi dilungo sulla ragione di questa “non stima”, basti pensare al fatto che ha contribuito a dar vita al Governo giallo verde presieduto da #Conte, poi da lui fatto cadere dopo le celebri esternazioni fatte presso un noto locale di Milano Marittima. Ma soprattutto perché il livello politico di #Salvini è emerso chiaramente, sia riguardo la già citata caduta del Governo gialloverde, sia in occasione della rielezione del presidente Mattarella, al cui riguardo Salvini ha contribuito, con la sua azione, a creare lo stallo che ha consentito la rielezione di Mattarella. Se si pensa poi che nei fatti ha consentito al PD, che da anni non vince una elezione politica, di tornare al governo, quanto cennato è più che sufficiente per giustificare un ‘non apprezzamento’. Ciò premesso non si può non dissentire sul fatto che la Procura di Palermo ha, in questi giorni, chiesto la condanna a sei anni di carcere per Matteo Salvini, al di là del fatto che la responsabilità politica di governo riguarda in primis il presidente del Consiglio in carica, Giuseppe Conte, se non altri ministri. Non si può ritenere una colpa l’aver difeso, da ministro degli Interni, i confini italiani dall’invasione migratoria senza regole. Casomai, lo si sarebbe dovuto indagare qualora non lo avesse fatto. Una colpa certamente c’è stata e riguarda il Parlamento, che ha votato a favore del procedimento nei confronti di Salvini, a cominciare dei garantisti a senso unico alternato, come ad esempio Renzi. Dispiace dirlo ma siamo in un Paese al contrario. Non si può tacere di fronte a comportamenti chiaramente ideologici e di parte. Come pure non ricordare le intercettazioni nelle quali #Palamara, con assoluta naturalezza, conversando con un suo collega, diceva che Salvini aveva ragione ma che lo si doveva comunque colpire. Il problema riguarda l’efficienza dello Stato, come pure riguarda l’inerzia del sistema politico, che non riesce innanzitutto ad essere credibile (cosa che sovente i politici meritano), ma che non riesce a legiferare adeguatamente e soprattutto far rispettare le leggi esistenti. Il nostro Paese ha bisogno di normalità, di neutralità, di serietà e efficienza, a cominciare dagli ambiti politici che toccano i cittadini sulla loro pelle, che sono soprattutto la sicurezza, la giustizia e la sanità. Certamente è necessario che i cittadini comincino ad interessarsi alla politica, senza se e senza ma. Disinteressarsi della politica e soprattutto non votare, nei fatti significa sostenere, pur non volendolo, lo status quo. Aldilà del fatto che Salvini ringrazia, aspettiamo ancora una volta fiduciosi la sentenza dei giudici. Roma, 17 settembre 2024 – Il Vicepresidente nazionale – Augusto Vasselli
Quel che è successo a Viareggio ha dell’incredibile. Una signora da tutti descritta come persona affabile e assolutamente equilibrata compie un gesto inconcepibile. I #Liberaldemocraticiitaliani condannano la vicenda, l’omicidio, seppure non intenzionale. La vita di una persona è sempre preziosa. Tutto ciò predetto le Istituzioni devono garantire la legalità. Alcune dichiarazioni di politici e amministratori in merito al tragico fatto meritano la condanna unanime. Chi ricopre ruoli politici e amministrativi deve approfondire e pensarci bene prima di fare certe esternazioni. Le parole hanno un peso specifico diverso quando si occupa un seggio, su mandato dei cittadini sovrani. Ma la politica, in questo momento storico, deve anche educare e soprattutto curare e risanare le ferite di una società divisa e comprensibilmente alterata e molto arrabbiata a causa di una insicurezza percepita ma anche dovuta a violenza reale. Un omicidio è sempre un omicidio, ogni vita è unica e preziosa. Compito dello Stato e delle Istituzioni, a tutti i livelli, è essere garanti della convivenza e del rispetto della legalità, per prevenire questi esecrabili episodi di esasperazione. Perché di questo si tratta. Se non ci si sente tutelati da chi di dovere si rischia di compiere atti esecrabili che distruggono non solo la vittima eventuale, ma anche chi li compie. Firenze, 16 sett 2024 – Vicepresidente nazionale – Carla Ceretelli –
“A mia insaputa”, la leggenda.
Ci sono cascati in molti, politici di ogni schieramento hanno dichiarato di non essersi mai accorti di ciò che avveniva a un palmo del loro naso. Anche quando di mezzo c’erano collaboratori stretti e addirittura amici e familiari. Pur di allontanare da sé il sospetto di essere complici di azioni moralmente, politicamente o anche legalmente poco o per nulla trasparenti, o in alcuni casi, come dimostrato dalla giustizia, avendo ragione. Da Raggi a Scajola, da Fini a Emiliano, sono tanti, e di ogni partito i politici che (a torto o a ragione) hanno dichiarato di non sapere. Raggi per le polizze vite, Scajola per la casa al Colosseo, Bossi per la villa restaurata, Maroni per gli investimenti in Tanzania, Rutelli per i fondi della Margherita, Fini per la casa di Montecarlo, Emiliano per le cozze pelose nel 2012 da Sindaco di Bari. Ci ricasca ancora da Governatore della Puglia per l’appalto a sua insaputa all’azienda di famiglia. Roma,15 settembre 2024 – il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Il “campo largo” –
Dalla festa di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) al Parco Nomentano di Roma, #Schlein, #Conte, #Fratoianni, #Bonelli e #Magi, tracciano il perimetro del campo largo con il via libera al “tavolo permanente” di consultazione, senza #Renzi e #Calenda. Per i #LiberaldemocraticiItaliani, l’obiettivo è chiaro. L’ennesima sfida al governo di #centrodestra del così detto “campo largo” che si prepara a governare il Paese, come rappresentato dalla nota commedia all’italiana magistralmente diretta da Monicelli del 1966. Un “campo largo” che appare più come un’alleanza di convenienza che come un progetto politico organico. Le discordanze ideologiche dei partiti coinvolti rende difficile immaginare una sintesi programmatica credibile e duratura. Inoltre, l’assenza di una leadership chiara e carismatica rischia di indebolire ulteriormente l’alleanza e di renderla preda delle dinamiche interne di ciascun partito. In definitiva, il “campo largo” è più un tentativo di arginare il successo di un avversario che un progetto politico in grado di offrire una prospettiva innovativa per il futuro del Paese. Meditate gente, meditate.
Roma, 13 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Ddl Sicurezza: stop alle occupazioni abusive delle case. Finalmente!
I liberaldemocratici Italiani accolgono con favore l’approvazione di questa legge. Il diritto di proprietà è un pilastro della nostra società, ma non va inteso in senso egoistico. L’approvazione da parte della Camera del provvedimento contro l’occupazione abusiva rappresenta un segnale forte e chiaro di un impegno condiviso nel contrastare un fenomeno che da troppo tempo affligge le nostre città. Era ora che si intervenisse con decisione. Questa legge porterà maggiore certezza del diritto e faciliterà gli investimenti, creando nuove opportunità per tutti. È un provvedimento che va incontro alle esigenze dei cittadini e delle imprese, e che contribuirà a migliorare la qualità della vita nelle nostre comunità. Rivolgiamo un plauso a tutti i cittadini, che con la loro voce hanno sollecitato un intervento deciso, e alla classe politica, che ha dimostrato di saper ascoltare e rispondere alle esigenze del Paese. Il nuovo reato è “occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui” assieme alla procedura d’urgenza per la restituzione ai legittimi proprietari. La pena detentiva spazia tra i due e i sette anni. Chi occupa abusivamente immobili altrui da oggi andrà in carcere, non ci saranno più attenuanti e salteranno le coperture politiche all’illegalità tollerata e spesso incoraggiata. Questa legge, rappresenta un punto di svolta nella lotta all’illegalità. Le nuove norme, infatti, si prefiggono di colpire i professionisti dell’abusivismo, introducendo sanzioni più severe e agevolando le procedure di sgombero. Tuttavia, per i Liberaldemocratici Italiani, è importante sottolineare che l’approvazione di questa legge è solo il primo passo di un percorso più lungo e articolato. Affinché le nuove disposizioni producano gli effetti sperati, è necessario che siano accompagnate da una serie di azioni complementari. In primo luogo, è fondamentale garantire l’effettiva applicazione delle nuove norme, dotando le forze dell’ordine degli strumenti necessari per intervenire con rapidità ed efficacia. In secondo luogo, occorre investire in politiche abitative che possano offrire alternative concrete a chi si trova in condizioni di disagio abitativo. In conclusione, l’approvazione di questa legge è un segnale di speranza per tutti coloro che desiderano vivere in un Paese più giusto e sicuro. Tuttavia, non bisogna abbassare la guardia. Continuiamo a lavorare insieme, istituzioni e cittadini, per costruire un futuro migliore per le nostre comunità. NOI, ci siamo!
Roma, 12 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Liberaldemocratici Italiani
Il dibattito sul degrado della politica italiana è un tema ricorrente e complesso, radicato in una serie di fattori storici, socio-economici e culturali, spesso associato a una perdita di valori etici, alla prevalenza degli interessi personali su quelli collettivi, e a comportamenti che mettono in discussione la credibilità delle istituzioni. La fine della Prima Repubblica e lo scandalo di Tangentopoli hanno profondamente eroso la fiducia nei partiti tradizionali, portando alla frammentazione del panorama politico e all’emergere di nuovi soggetti politici spesso caratterizzati da una maggiore personalizzazione e da una minore radicazione nel territorio. La crescente individualizzazione della società e la diffusione dei media hanno favorito l’ascesa di figure politiche populiste, che promettono soluzioni semplici a problemi complessi e alimentano la polarizzazione del dibattito politico che, contribuisce a creare un clima di scontro e a indebolire il dialogo costruttivo. Il distacco tra la classe politica e i cittadini ha contribuito a sfibrare il legame di fiducia tra governanti e governati, alimentando il senso di disaffezione e di apatia politica e sempre più cittadini non si sentono rappresentati dalla politica e non partecipano attivamente alla vita democratica. Ulteriormente, la diffusa sfiducia nelle istituzioni, infiacchisce la coesione sociale e rende più difficile governare il Paese e il prevalere dell’interesse di breve periodo rendono difficile affrontare le sfide strutturali del Paese. I Liberaldemocratici Italiani, esprimono profonda preoccupazione riguardo allo stato di salute della democrazia italiana e alla percezione di un allontanamento dai valori fondanti della politica. Si ha l’impressione che la politica italiana sia destinata a ripetere gli stessi errori del passato, senza riuscire a imparare dalle esperienze negative. I Liberaldemocratici Italiani, credono che è necessario promuovere una riforma della classe politica, basata sulla trasparenza, sulla meritocrazia e sulla rappresentanza dei cittadini. È importante rilanciare i partiti politici, rendendoli più rappresentativi e più radicati nel territorio. È necessario promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica. Il degrado della politica italiana è un fenomeno complesso e multifattoriale, che richiede una risposta articolata e a lungo termine. È fondamentale che tutti – partiti, cittadini, politici, media – lavorino insieme per ripristinare la fiducia nelle istituzioni e costruire una democrazia più forte e più rappresentativa. Noi, siamo pronti!
Roma, 06 settembre 2024 – Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Liberaldemocratici Italiani – Assemblea nazionale – 25 luglio 2024
L’ Assemblea nazionale dei Liberaldemocratici Italiani del 25 luglio 2024, prende atto del quadro delineato dal CdG il 28 giugno 2024 e delle decisioni assunte e auspica, dopo la pausa estiva, un rilancio fattivo e concreto del Partito. In particolare, l’Assemblea nazionale, prende atto del mancato rinnovo di adesione al Partito per il 2024, della quasi totalità di persone che rivestivano incarichi sia nazionale che territoriale; della decadenza automatica da iscritti come previsto dall’articolo 4 dello statuto e di conseguenza dagli incarichi rivestiti con effetto immediato e di risultato disfatte tutte le strutture e gli organi nazionali e territoriali con effetto immediato. Prende atto altresì, della serie di incongruenze di carattere di legittimità giuridica e politica e le determinazione del CdG, per l’azzeramento con effetto immediato, di tutte le altre cariche in essere territoriali e nazionali, dichiarando nulle tutti gli atti precedenti alla data del 28 giugno 2024. L’Assemblea con forza, riafferma la linea politica e programmatica dei Liberaldemocratici Italiani, delineata dall’assemblea nazionale del 2023 e mette in risalto l’interesse esponenziale acceso su tutto il territorio nazionale per i Liberaldemocratici Italiani che, impone un cambio di passo più efficiente e vivace anche a livello organizzativo. Tutto ciò premesso, per l’Assemblea nazionale, è indispensabile riaccendere l’entusiasmo e la partecipazione con i nuovi iscritti, promuovendo un dialogo aperto e costruttivo; Garantire la massima rappresentatività e adesione ai principi fondanti del partito a tutti i livelli; Promuovere nuove energie e competenze che possano dare slancio all’azione politica; Rafforzare la coesione e l’unità del partito a livello nazionale e territoriale; Un assetto organizzativo più moderno ed efficiente. Appunto per questo, si rende necessario, un profondo rinnovamento degli organismi dirigenti, per infondere nuova linfa vitale e meglio rispondere alle sfide del futuro, con l’avvio del processo di rinnovo delle cariche a tutti i livelli, nazionale e territoriale, in piena ed assoluta osservanza e applicazione dello statuto e di tutti gli atti che regolano il Partito, per costruire un partito ancora più forte, coeso e radicato nel territorio, capace di dare voce alle istanze dei cittadini e di realizzare il cambiamento che l’Italia attende. Come da verbale del CdG del 28 giugno 2024, l’Assemblea nazionale, prende atto che, il Presidente nazionale, nonché legale rappresentante del Partito, è deputato a intraprendere da subito tutte le iniziative necessarie, atte alla riorganizzazione del Partito, per un rilancio serio e tangibile con una classe dirigente fattiva e concreta politicamente, all’altezza del compito. A seguito di ciò, il legale rappresentante, diffida chiunque usi impropriamente ed abusivamente, nome e simbolo dei Liberaldemocratici Italiani, anche attraverso tutti mezzi di comunicazione nessuno escluso e/o di rappresentare il Partito a qualsiasi titolo, senza autorizzazione scritta dal legale rappresentante a far data del 01 settembre 2024. I Liberaldemocratici Italiani, augurano a tutti gli iscritti e simpatizzanti buone vacanze.
05 Agosto 2024.
Parlamento Europeo – 16 luglio 2024
Come previsto, la popolare Roberta Metsola è stata rieletta oggi alla presidenza del Parlamento europeo. Con 562 voti a favore, su un totale di 623 voti espressi. Metsola, è stata eletta grazie ai suffragi dei popolari, dei socialisti e dei liberali, ma ha attratto intorno alla sua persona anche voti provenienti dai verdi, dai conservatori e dalla sinistra radicale. I Liberaldemocratici Italiani, formulano le più vive congratulazioni per l’elezione a Presidente del Parlamento Europeo e augurano buon lavoro al servizio della Comunità Europea. Giovedì si terrà invece l’altro voto importante, quello sul presidente della Commissione europea. I parlamentari voteranno per decidere se sostenere o meno la persona che ha ricevuto la nomina ufficiale del Consiglio europeo, la Presidente uscente Ursula von der Leyen o un’altra esponente del Ppe. Rispetto alla scorsa legislatura, il numero dei gruppi è passato da sette a otto. Partito popolare europeo (Ppe), con 188 parlamentari, Socialisti e Democratici (S&D) 136, Patrioti per l’Europa 84, Conservatori e riformisti europei (Ecr), 78, Renew Europe 7, Verdi/Ale, 53, The Left, o la Sinistra, con 46 seggi, Europa delle nazioni sovrane (Esn) con 25 eletti. Restano dodici parlamentari europei non iscritti ad alcun gruppo e 21 che sono coloro che non hanno ancora scelto a quale gruppo appartenere. Pertanto, i numeri potrebbero cambiare nel corso dei prossimi mesi. I Liberaldemocratici Italiani, nel giorno della prima sessione plenaria di Strasburgo dopo le elezioni, esprimono a tutti gli europarlamentari italiani i migliori auguri di un proficuo e sereno inizio di legislatura e confidano in un impegno concreto e determinante nel tutelare gli interessi del nostro Paese. I Liberaldemocratici Italiani saranno al fianco degli europarlamentari che si batteranno per il bene comune e per costruire un futuro migliore.
Liberaldemocratici Italiani: il ddl Nordio diventa legge – 10 luglio 2024
La Camera dei Deputati approva in via definitiva il disegno di legge messo a punto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio con 199 voti a favore, 102 voti contrari e nessun astenuto. Ovviamente, il Pd vota contro. Italia Viva e Azione vota con la maggioranza. Proteste del M5S. I Liberaldemocratici Italiani, apprezzano il lavoro del governo su questo disegno di legge e il lavoro svolto dal ministro Nordio. Per chi è garantista come Noi, è un primo passo verso una giustizia giusta. I Liberaldemocratici Italiani chiedono una accelerazione alla riforma strutturale della giustizia che prevede la tanto attesa separazione delle carriere.
Liberaldemocratici Italiani: L’Italia e i fondi del PNRR – 06 luglio 2024

Comitato dei Garanti – Comunicato/Avviso del 04 luglio 2024

Amministrative Firenze, accordo tra Liberaldemocratici italiani e Forza Italia: “Pieno sostegno a Schmidt”
Coordinatori regionali Ceretelli e Stella: “Forze liberali unite contro cappa di potere della sinistra”
Firenze, 11 aprile – Accordo tra Liberaldemocratici italiani e Forza Italia per le elezioni amministrative 2024 a Firenze. I LibDem, con il coordinatore regionale Carla Ceretelli, hanno incontrato il coordinatore regionale di Forza Italia Toscana, Marco Stella, siglando l’intesa. “Pieno sostegno alla candidatura a sindaco di Eike Schmidt – assicura Ceretelli -. Dopo decenni di egemonia del Pd e della sinistra, finalmente c’è l’opportunità di una svolta, con un candidato di alto profilo in grado di interpretare la discontinuità necessaria e rilanciare la città a tutti i livelli”.
“Siamo orgogliosi di annunciare l’accordo raggiunto con i Liberaldemocratici italiani – dichiara Stella -. Già oggi possiamo annunciare che nella nostra lista al Comune di Firenze ci saranno due nomi importanti, espressione dei Liberaldemocratici italiani e che verranno comunicati prossimamente. Si tratta di un accordo importante tra queste due forze politiche che si richiamano ai valori del riformismo liberale e siamo certi di andare a fare una campagna elettorale decisiva, che finalmente libererà Firenze dalla cappa di potere della sinistra”.
“Firenze ha bisogno di una nuova classe dirigente – gli fa eco Ceretelli – in grado di affrontare le gravi emergenze che stanno lacerando il già debole tessuto socio-economico. I Liberaldemocratici invitano tutti i cittadini dell’area moderata a unirsi attorno a un progetto di governo del territorio che sia autenticamente di rottura con le politiche parassitarie del passato. La nostra città ha bisogno di una rivoluzione liberale in tutti i settori del vivere civile e di una cultura di governo della cosa pubblica improntata a concretezza ed efficienza”.
Roma, 05 aprile 2024
Corruzione elettorale, crollo del centrosinistra in Puglia
Le parole del gip Paola Angela De Santis nell’ordinanza che ha portato all’esecuzione di dieci misure cautelari nel Barese per corruzione elettorale sono di una gravità inaudita. L’inchiesta evidenzia l’esistenza di un sistema di corruzione elettorale ben collaudato, che si avvale di una “macchina organizzativa” in grado di “controllare l’effettivo esercizio del voto” in favore di determinati candidati e partiti. Questo sistema non si limita a un solo comune o a una sola tornata elettorale, ma è stato utilizzato in diverse occasioni e in diverse zone del Barese. Le accuse parlano di un “sistema politico clientelare”, in cui il voto viene scambiato con favori o promesse di posti di lavoro. Un sistema che i Liberaldemocratici Italiani abominano e che mina alle fondamenta la democrazia e la legalità, creando un clima di sfiducia nelle istituzioni. La deriva del centrosinistra nel Barese è un fenomeno complesso che ha radici profonde, la corruzione elettorale è solo uno dei tanti problemi. I Liberaldemocratici Italiani, ritengono necessario un profondo rinnovamento della classe dirigente e un impegno concreto per contrastare la corruzione e ripristinare la legalità. La vicenda di Bari è solo l’ultimo tassello di un mosaico preoccupante. Per i Liberaldemocratici Italiani, la corruzione elettorale è un problema serio che mina le fondamenta della democrazia italiana. È vitale un cambio di passo.
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 29 marzo 2024
Elezioni europee: lista “Stati Uniti d’Europa”
Renzi, dopo aver iniziato la campagna elettorale al centro, più per scongiuro che per certezza, per evitare una pessima e dannosa perfomance in solitaria, ha messo in sicurezza Italia Viva accogliendo l’idea lanciata da Emma Bonino della lista di scopo denominata “Stati Uniti d’Europa” che fa riferimento alla macroniana Renew Europe e che avrà dentro i simboli dei partiti di Più Europa, Italia Viva, i Libdem di Andrea Marcucci (PD), i socialisti di Enzo Maraio e i pan-europei di Volt. L’ acuto Renzi, per non contare i voti di preferenza su di sé e magari in cambio di qualche candidatura in più per i suoi, mette tutti d’accordo per non candidare i leader dei partiti e/o parlamentari ad eccezione della Bonino che non è parlamentare e non è segretaria. I Liberaldemocratici Italiani considerano la lista di “scopo” un’accozzaglia di personaggi, di interessi e di opportunismo politico e personale, con una linea politica vaga e che nello specifico, non si comprende quali siano le priorità e come intendono realizzarle. Si sospetta che il vero obiettivo sia quello di creare una terza gamba del centro-sinistra, in vista delle prossime elezioni politiche. E’ tempo di una profonda e attenta riflessione!
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 21 marzo 2024
Basilicata: Teatrino indecente della politica.
Come Liberaldemocratici Italiani, assistiamo con sconcerto e indignazione al vergognoso spettacolo offerto dalla politica in Basilicata in vista delle elezioni regionali. Un susseguirsi di ritiri, veti incrociati, candidature improvvisate e manovre di palazzo ha trasformato la campagna elettorale in una farsa indegna, che mortifica la dignità della politica e la fiducia dei cittadini. Dall’ennesimo esempio di trasformismo e opportunismo di Azione che mina la credibilità delle istituzioni, al centrosinistra disorientato e incapace di esprimere una proposta politica seria e coesa, dalla resa dei conti interna ai veti da parte di alcuni potentati locali. Un contesto a dir poco desolante. I Liberaldemocratici Italiani si appellano al senso di responsabilità di tutti i cittadini lucani: non consegnate la vostra regione a chi la considera un feudo da spartire. Scegliete con attenzione, premiando chi ha a cuore il futuro della Basilicata e non i propri interessi personali. La Basilicata merita di più: una politica seria, trasparente e capace di affrontare le sfide del futuro. Noi Liberaldemocratici Italiani ci impegneremo a costruire un’alternativa credibile e dirompente, basata sui principi della responsabilità, della competenza e del rinnovamento. Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 13 marzo 2024
Liberaldemocratici Italiani: Direttiva europea Case green
Con 370 voti favorevoli, 199 contrari 46 astenuti è stata approvata in seduta plenaria dal Parlamento europeo la cosi detta direttiva Case green, che ora dovrà ricevere l’approvazione formale del Consiglio e venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il testo entrerà ufficialmente in vigore. Nocciolo? zero emissioni nel 2050 e stop ai combustibili fossili dal 2040. Fissati gli obiettivi, spetta agli Stati membri recepire, entro due anni, la direttiva e applicarla. Senza entrare nel merito dei provvedimenti, ampiamente approfonditi nell’ultimo anno, i Liberaldemocratici Italiani considerano deprecabile l’approvazione della Direttiva a poche settimane dalle elezioni europee, forzando la mano agli Stati membri prima del voto, limitando loro la capacità di negoziare e soprattutto sull’opportunità politica di tale scelta che ritengono un onere eccessivo per i cittadini e le imprese, soprattutto in un momento di difficoltà economica. L’esito di questo processo è incerto e dipenderà in gran parte dalle priorità politiche dei governi nazionali e dalla capacità degli Stati membri di trovare un equilibrio tra le esigenze di efficienza energetica e le esigenze economiche e sociali dei cittadini. I Liberaldemocratici Italiani, ad ogni buon conto, rammentano che tra le delegazioni italiane a favore della Direttiva, hanno votato Pd, M5S, Avs e IV. Contrari, Lega, FI e FdI.
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 06 marzo 2024
Il caso dossier
Il presunto dossieraggio è un fatto gravissimo che mina le fondamenta della nostra democrazia.
I Liberaldemocratici Italiani chiedono un’inchiesta immediata e trasparente per fare luce su questa vicenda e individuare i responsabili. I Liberaldemocratici Italiani, chiedono, l’adozione di misure concrete per evitare che simili episodi si ripetano in futuro e ritengono fondamentale che le istituzioni siano al servizio del Paese e non di interessi particolari. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere la verità e di essere garantiti contro abusi di potere. I Liberaldemocratici Italiani sono da sempre impegnati a difendere questi principi e non lasceranno cadere questa vicenda nel dimenticatoio e continueranno a battersi per la trasparenza e la giustizia.
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 23 febbraio 2024
L’ opportunista #Conte
I Liberaldemocratici Italiani ritengono che il dibattito pubblico aperto e costruttivo è sempre fondamentale per una democrazia sana. Per cui ritengono legittima la mozione di #Azione contro il ministro leghista. Viceversa, appare quantomeno contraddittorio, per bocca dell’ex premier Conte, l’appoggio dei grillini alla mozione di Azione. Conte prima di dare l’appoggio alla mozione, chiarisca i suoi rapporti con Putin o della vicenda oscura e mai chiarita della delegazione militare russa in Lombardia nel marzo 2020 o delle tante dichiarazioni di esponenti grillini di governo e non, dal 2016 in poi tutte convogliate a vantaggio della Russia tra strette di mano, abbracci, selfie e assicurazioni di collaborazione e che non possono essere ignorate. I liberaldemocratici Italiani invitano il Parlamento a svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità e a non avallare comportamenti che minano la credibilità delle istituzioni. Il sostegno del #M5Stelle è un grave atto di incoerenza che non può essere accettato.
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 06 febbraio 2024
Liberaldemocratici italiani
Le mobilitazioni degli agricoltori sembrano aver spinto la Commissione Europea a un approccio più cedevole sulla stretta sulle emissioni. Pare, secondo quanto riportato dall’Ansa, che Bruxelles presenterà la sua comunicazione sul clima, nella quale rivedrà gli obiettivi di riduzione delle emissioni richiesti all’agricoltura. I Liberaldemocratici Italiani, da europeisti convinti, ritengono che l’Unione Europea debba cambiare il suo approccio per affrontare le sfide del XXI secolo. L’Europa deve essere più forte e più responsabile. Per questo, chiediamo un cambiamento nelle regole e soprattutto, nuove regole per tutti i settori. I Liberaldemocratici Italiani si impegnano a lavorare per un’Europa più forte, più responsabile e più vicina ai cittadini. Insieme, possiamo costruire un futuro migliore per l’Europa.
Il Presidente nazionale – Ciro Giovanni Palmieri
Firenze, 02 febbraio 2024

Roma, 31 gennaio 2024

Roma. 12 dicembre 2023

Roma, 07 dicembre 2023

Roma, 05 dicembre 2023

Roma, 28 novembre 2023

Roma, 27 novembre 2023

Roma, 23 novembre 2023

Roma, 22 novembre 2023

Roma, 18 settembre 2023

In relazione al disastroso terremoto che ha colpito il Marocco, a tutta la popolazione esprimo a nome mio personale e dei #LiberaldemocraticiItaliani, vicinanza, solidarietà e cordoglio.
Il Presidente
Ciro Giovanni Palmieri
Roma, 8 settembre 2023

Coordinamento Politico Nazionale
A seguito delle dimissioni formulate dalla coordinatrice Paola Bergamo, che ringraziamo per l’attività svolta, il Coordinamento Politico Nazionale nella seduta di ieri, ha cooptato Sergio ANSUINI, al quale è stato affidato l’incarico vice coordinatore, mentre Paolo FALCONIO è stato chiamato a ricoprire la carica di Coordinatore Nazionale. Il Presidente unitamente ai componenti del Coordinamento Politico Nazionale, hanno espresso soddisfazione e augurato a loro, buon lavoro.